Bastano 338 parole per capire Belgio-Italia

Bastano 338 parole per capire Belgio-ItaliaL’Italia batte il Belgio e lascia una sensazione zuccherina in bocca. Alzi la mano chi se l’aspettava così determinata, arrembante, capace di giocate in maniera corale.

Forse è stata proprio questa la differenza sostanziale tra noi e loro, tra gli Azzurri e i Diavoli Rossi: l’Italia ha giocato da squadra, il Belgio si è limitato a esibire le sue (abili) individualità.

Sì, perché la gara ha mostrato davvero un’Italia convincente, nonostante alcuni dubbi e perplessità lasciate dalla formazione di partenza (alzo la mano, le perplessità le avevo anche io) che sì è però dimostrata perfettamente calata nella parte sin dalle primissime battute. Buoni gli spunti del bistrattato Giaccherini sulla sinistra, ottima la muraglia juventina Chiellini, Bonucci, Barzagli trapiantata in toto in azzurro. Qualche errore di troppo – nostro, ma anche loro – diverse imprecisioni – da entrambe le parti – ma un maggior cinismo italiano davanti alla porta che ha permesso di sbloccare il risultato nelle occasioni più ghiotte: Giaccherini nel primo tempo, l’impomatato Pellè a chiudere nel secondo.

Bello l’undici del Belgio, bello e appariscente con i vistosi testoni a metà campo di Witsel e Fellaini e i rapidi folletti Hazard e De Bruyne a cucire lateralmente il campo per uno spaesato Lukaku. Belli e forti, come quel pennellone prodigioso di Courtois, decisivo in (ben) più d’una occasione. Belli e costosi: 387 milioni il valore della rosa belga a fronte dei 188 milioni degli Azzurri, stando alle ultimissime stime. Un bel divario, economico, che non s’è visto affatto sul campo; al contrario, l’Italia ha mostrato che il gruppo prevale ancora una volta sulle singolarità.

In un Europeo che non ha ancora mostrato eccessi né eccellenze, è bene alzare la testa e crederci. Ero scettico, lo ammetto, prima del posizionamento sui blocchi di partenza di tutte le 24 Nazionali. Ora è lecito, anzi è un dovere, passare il girone avendo messo già 3 punti in saccoccia e il prossimo incontro permissivo contro la Svezia di Zlatan. Senza clamorosi scivoloni, questa Italia ha già un piede agli ottavi.