Cos’ho capito della prossima serie A (senza seguire il calciomercato)

Cos'ho capito della prossima serie A (senza seguire il calciomercato)La prossima serie A si appresta a essere uno di quei campionati che a dicembre rischia di aver già rivelato il finale.

La Juventus che oltre a Pjaca inserisce nel motore un certo Pjanic, ha smontato le velleità della concorrenza mostrando una potenza prima economica, poi tecnica, senza pari in Italia. L’acquisto del più forte attaccante del campionato italiano, poi, è stato un bel messaggio di forza che si protrae oltralpe, rivolto dritto alle concorrenti della prossima Champions League. Le mie sono valutazioni sulle mosse già assestate, e non sui rumori del “potrebbe arrivare, ci siamo quasi, al 99,9%” e via dicendo.

Diciamocelo, già senza Higuain i bianconeri erano ampiamente la squadra accreditata ad ammazzare il campionato e mettere le mani sul prossimo, ennesimo, Scudetto. Non entro nel merito della questione della fattibilità o meno della cosa, ma varrebbe a questo punto la pena iscriversi a un’altra League per vedere che effetto fa. In Italia si è ormai perso il brivido.

Il punto di vista di chi, come me, non sta seguendo con grande interesse il calciomercato (noioso) è quello dello spettatore che attende l’inizio del film con sonno e un po’ di noia; salvo clamorosi colpi di scena, il canovaccio sembra destinato ad essere piatto come una tavola. Non un bello spettacolo. L’Inter e il Napoli sembrano in seconda fila, ma la sensazione sarebbe la medesima di vedere Lewis Hamilton partire dalla prima posizione, con il resto dello schieramento dalla terza o quarta fila in giù. Un divario difficilmente colmabile, distanze lunghe, troppo.

Queste sono sensazioni che derivano dai rumori del mercato. L’Inter gioca al tiro alla corda con Icardi prima, Mancini poi, salvo scoprire forse che li terrà entrambi; faccia un fischio chi ha certezze inscalfibili sul futuro di uno dei due. La storia Milan meriterebbe un lungo capitolo a parte. Non è degno né dignitoso sventolare ai quattro venti passaggi di mano apparentemente imminenti rivelatesi una costante delusione per tifoseria, società, aficionados e compagnia cantante. Il club non pare nella condizione di attuare un progetto nel lungo periodo supportato da un mercato all’altezza. Tutto il contrario di quel che si dovrebbe fare per gettare le basi di un progetto credibile. Sembra di rivivere la stessa deludente storia ogni anno. Sorvoliamo. Il Napoli ha perso il suo uomo migliore, ma si rinforzerà, lo sta già facendo, non ci sono però le condizioni per tenere l’asticella alla stessa altezza dell’ultima stagione. La Roma, beh, vale (quasi) lo stesso discorso.

Con un parterre in un tale stato di confusione – chi più, chi meno – il prossimo campionato sta vivendo un netto cambio di vesti: la serie A è ormai un monologo come lo sono da troppo tempo League 1 e Bundesliga. Una noia pazzesca: per merito di chi sta davanti, certo, ma ancor più demerito di chi segue.