I Team Radio più clamorosi della storia della Formula 1

I Team Radio più clamorosi della storia della Formula 1C’è chi ha parlato di una vera bastardata, relativamente al Team Radio di Fernando Alonso a Suzuka.

Quella è stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare la sua collera: il sorpasso subito dalla Sauber di Ericsson, a Suzuka, circuito costruito diversi anni fa proprio dalla Honda all’interno di un suo parco divertimenti.

Ebbene, quello dell’ex ferrarista è diventato uno dei Team Radio probabilmente più imbarazzanti degli ultimi anni; innanzitutto perché ha messo mediaticamente alla berlina il team McLaren-Honda dopo una stagione sinceramente sconcertante: 11 punti lui, 6 il compagno di squadra Button, a quattro gare dal termine della disastrosa stagione.

I Team Radio più clamorosi della storia della Formula 1

Personalmente ho sempre trovato estremamente affascinante questa storia dei Team Radio, che danno modo di entrare nell’intimità della squadra nella fase più dedicata, quella di gara, e che portano alla luce nervosismi, gioie, dolori, antipatie e frustrazioni, senza i noiosi filtri delle telecamere che, diciamocelo, ultimamente mostrano solamente soporifere dichiarazioni di facciata.

Il Team Radio di Alonso che ha definito il motore della sua vettura «da GP2» ha (ri)acceso la miccia dell’interesse sull’argomento, ma Ron Dennis non ha digerito la stoccata in mondovisione: «Quel messaggio non ha certo mostrato la professionalità che mi piacerebbe trovare nei nostri piloti, (Alonso, ndr) ha dato sfogo alla sua frustrazione, anche se penso che non ci fosse bisogno di fare quei tipi di commenti, non è stato qualcosa di costruttivo… e poi proprio qui, con tutto il Gruppo Honda riunito! Dal nostro punto di vista siamo partner forti, anche in questa impegnativa fase di apprendimento» ha detto un irritato Ron Dennis.

Ma quello di Fernando Alonso è solamente uno dei pezzi di un puzzle costellato di audio d’archivio da tramandare ai posteri. Ho fatto una ricerca a riguardo e devo dire, da quanto emerso, che se ne sono viste (e dette) di cotte e di crude nel corso degli anni.

Come nel caso di Mark Webber, che si scusò in diretta radio con il team per aver «vomitato in macchina» a seguito di un’intossicazione alimentare, arrivarono le tempestive indicazioni del medico della Reb Bull a suggerirgli di provare a fare «respiri profondi e continuare la gara». Era il 2007, tracciato del Fuji che dal 2009 ha smesso di ospitare il Gran Premio del Giappone. Un momento complicato da gestire che ha mostrato la tempra del pilota australiano, deciso a proseguire la gara, anche se alla fine dovette arrendersi e arrivò il ritiro.

Ancora Webber protagonista, questa volta con Sebastian Vettel dall’altra parte a dialogare con il muretto. Siamo in pieno Gran Premio della Malesia e le due Red Bull davanti a tutti. Il tedesco riceve l’ordine di tenere la posizione e non sorpassare il compagno, che gestisce il vantaggio sicuro quindi del primo posto. Ma Vettel decide di ignorare gli ordini ed effettuare un sorpasso al limite del possibile (e rischiando parecchio in pieno rettilineo). Momenti concitati, di nervosismo, tutto viene commentato in diretta con il Team che chiude le comunicazioni radio in questo modo: «Ben fatto Sebastian, ben fatto, adesso serviranno diverse spiegazioni…».

Altro momento di tensione, durante il GP di Abu Dhabi del 2012, Kimi Raikkonen protagonista con la Lotus. Il Team lo informava del gap esistente con Alonso che lo stava precedendo in gara e il finlandese che replica in diretta radio: «Lasciatemi in pace, so quel che faccio!». Stesso GP, qualche momento più tardi con l’ingresso in pista della Safety car, il team Lotus informa Raikkonen di tenere in temperatura tutti e quattro gli pneumatici, il finlandese sbotta per la seconda volta: «Sì, sì, sì, lo sto facendo per tutto il tempo, non me lo ripetere ogni 10 secondi!». Alla fine vinse proprio lui, chiudendo proprio davanti ad Alonso.

Uno dei Team Radio più celebri in assoluto si è verificato proprio a Monza, con Alonso alla penultima stagione in Ferrari che non le mandò a dire al Team. L’episodio questa volta si verificò di sabato, durante le qualifiche, e rimarrà irrisolto il dubbio amletico «geni o scemi»? Impossibile dimenticarselo.

«Fucking Raikkonen, fucking idiot!». Così Juan Pablo Montoya sfogò la sua frustrazione durante le qualifiche a SPA, Belgio. Ad essere sincero non ricordo precisamente il motivo che scatenò l’insulto del colombiano, di certo quello fu un anno con poca contesa al vertice, fu un Mondiale totalmente dominato da Michael Schumacher, che chiuse in vetta alla classifica piloti con 144 punti e alle spalle il compagno di squadra Barrichello (77 punti).

Questi sono sicuramente alcuni del Team Radio a mio parere migliori in assoluto tra piloti e team, nella storia della Formula 1. Ho dovuto fare una selezione, delle scelte, e sicuramente qualche episodio significativo è rimasto fuori dall’elenco.

  • Lorenzo Pappatico

    Montoya era arrabbiato con Kimi perché, a suo dire, lo aveva ostacolato nel giro veloce. Da Montoya non ci si poteva aspettare niente di meglio…