La Juve è la squadra da evitare se non ti vuoi infortunare

La Juve è la squadra da evitare se non ti vuoi infortunareOgni stagione è una storia a sè e ci racconta lo stato di salute delle singole squadre di serie A.

Questa è la seconda puntata di Health & Sport, la Rubrica di Dietroalpallone.com su Sport, Salute e Infortuni realizzata con la collaborazione di Luigi Barbieri, osteopata presso il Punti Raf del San Raffaele di Milano.

Ogni anno si presenta una situazione diversa perché allenatori e preparatori, metodologie di allenamento, gestione degli infortuni e via dicendo, subiscono cambiamenti, modifiche o semplici variazioni. Arrivati a questo punto della stagione e superato lo snodo del match clou della 25esima giornata tra Juventus e Napoli, possiamo andare a vedere quali sono le squadre che hanno accumulato il maggior numero di infortuni. Una rapida premessa: Juventus e Napoli sono le squadre rispettivamente con la miglior difesa e il miglior attacco del campionato, ma questo non è l’unico dato a rendere i due club l’alfa e l’omega del campionato in corso. Anche sul fronte infortuni ci sono significative differenze.

Prendendo come fonte la Gazzetta dello Sport sappiamo che in serie A abbiamo avuto finora 346 infortuni e 258 giocatori infortunati, ripartiti in questo modo: 9 portieri, 100 difensori, 44 attaccanti e 105 centrocampisti. La squadra con il maggior numero di infortuni nella stagione in corso è proprio la Juventus di Max Allegri con 33 infortuni raggiunti. Tanti, ma c’è chi in Europa sta messo anche peggio, come il Manchester City che a gennaio aveva già toccato quota 47 infortuni per un totale di 746 giorni di assenza dei suoi calciatori. Tornando alla Juve, sotto la guida tecnica di Allegri già al Milan erano stati registrati dati non proprio confortanti dal punto di vista degli infortuni e delle ricadute. Ne avevamo parlato nella prima puntata di Health & Sport, vi riporto quel passaggio per comodità.

La stagione 2010/2011 fu estremamente positiva per il Milan di Massimiliano Allegri, con la conquista del 18esimo Scudetto e la bellezza di 24 vittorie e sole 4 sconfitte collezionate. Eppure quella prima stagione fece registrare addirittura 36 infortuni muscolari. E non andò meglio durante il secondo anno; durante il campionato 2011-2012 – vinto poi dalla Juventus di Antonio Conte -, il Milan riuscì a collezionare 137 infortuni, di cui 78 di natura muscolare.

Saltando in coda alla graduatoria scopriamo che è invece il Napoli ad avere avuto meno infortuni in tutta la serie A, solamente 4; è un dato che conferma il lavoro eccezionale portato avanti dallo staff medico già da diversi anni. In questo particolare caso a fare la differenza sembra più il lavoro dello staff medico che quello degli allenatori che si sono alternati – Mazzarri, Benitez, adesso Sarri – che non hanno portato alcuna variazione in negativo della situazione legata all’infermeria.

Dal 2005 il Responsabile dello staff medico SSC Napoli è il dott. De Nicola, che ha individuato nelle «tecniche posturali e prevenzione metabolica (alimentazione)» le soluzioni più efficaci nel breve periodo.

Va bene, ma come può la postura di un giocatore, o addirittura il modo con cui si alimenta, incidere positivamente o negativamente sul livello/numero degli infortuni? Premesso che ci sono tanti altri fattori da considerare, questi due aspetti sebrano essere nel breve periodo addirittura determinanti nella gestione degli infortuni, come affermato dallo stesso Responsabile dello staff medico del Napoli. Passo la parola a Luigi Barbieri per una spiegazione più dettagliata:

«La postura tende a diventare un aspetto importante nella prevenzione e cura delle patologie legate al calcio, e inevitabilmente l’osteopatia ne diventa di diritto l’attore principale del riequilibrio postulare. L’osteopata infatti si occupa di riequilibrare la postura, con tecniche molto delicate e indolori, affinchè vi sia un corretto posizionamento nello spazio del nostro corpo. Nel caso specifico dei giocatori deve esserci un tono muscolare equilibrato tra arto inferiore destro e quello sinistro nei vari gruppi muscolari esterni, interni, anteriori e posteriori.

Il mancato equilibrio porta inevitabilmente ad affaticamenti muscolari, contratture e, nei casi più gravi, anche a stiramenti, non solo negli arti inferiori ma anche in altri distretti come la colonna vertebrale; a volte, inoltre, possono insorgere anche disturbi negli arti superiori.

Le problematiche della colonna vertebrale possono essere provocate dalle continue sollecitazioni a cui questa viene sottoposta durante l’attività fisica, ma anche a sollecitazioni a cui viene sottoposta, in maniera indiretta, a causa di una alimentazione scorretta.

Questo è dovuto al fatto che i due muscoli posturali della zona lombare posteriore – gli ileo-psoas – sono a stretto contatto con il colon ascendente (quello destro) e il colon discendente (quello sinistro) situati nella parte anteriore.

Quindi, dal momento che la digestione finale degli amidi e delle proteine avviene a livello del colon, una dieta eccessivamente ricca di questi due alimenti può creare fermentazione e infiammazione locale, con un’inevitabile ripercussione sullo psoas omolaterale (dello stesso lato) che si contrae maggiormente rispetto al controlaterale (del lato opposto), causando un conseguente quanto inevitabile squilibrio postulare».

Di seguito riporto la graduatoria completa del numero di infortuni raggiunti dalle squadre di serie A: Juventus 33, Lazio 32, Bologna 26, Torino 25, Verona 23, Genoa 22, Milan 22, Chievo 18, Roma 17, Atalanta 16, Udinese 16, Carpi 14, Sampdoria 14, Empoli 13, Inter 13, Frosinone 12, Fiorentina 10, Sassuolo 9, Palermo 7, Napoli 4.

Se hai dubbi, domande o curiosità particolari sull’argomento, puoi scrivere direttamente a Luigi Barbieriosteopata presso il Punti Raf del San Raffaele di Milano.