Le 10 migliori professioni nello Sport

Le 10 migliori professioni nello SportQualche tempo fa, il noto sito americano CareerCast aveva delineato la lista de le 10 migliori professioni nello Sport aggiornate al 2014.

Generalmente, queste classifiche redatte dal sito in questione, tengono in considerazione le energie fisiche richieste dalla professione, il grado di competitività presente per raggiungere il lavoro, i salari medi e alcuni altri fattori importanti.

In questo caso non troviamo una classifica che scorre dal lavoro meno apprezzabile a quello più ambito, ma è più che altro una lista dei percorsi da intraprendere per avere soddisfazione professionale nel settore sportivo. Prima di iniziare con questo discorso a mio giudizio molto interessante, specie per chi stia pensando di intraprendere un percorso di questo tipo, voglio consigliarvi un libro davvero brillante collegato a questo discorso; specie in questo difficile periodo di crisi economica, in cui è diventato arduo, praticamente un’impresa, trovare un lavoro. Il libro è «La mucca viola» di Seth Godin e mi ha permesso di vedere le cose da un punto di vista straordinariamente diverso. Lo consiglierei a chiunque.

Ora, entriamo nei particolari e vediamo quali sono (e saranno sempre più anche in futuro) le carriere da intraprendere per cercare di lavorare stabilmente nel settore sportivo.

Le 10 migliori professioni nello Sport

Innanzitutto, troviamo il Fisioterapista, come il panettiere o il barista, è forse un lavoro destinato a non sparire mai. Viene specificato, che questo è un tipo di lavoro realizzabile anche da libero professionista, in privato. Salario medio annuo di 76.000 dollari.

Lo Statistico, ossia l’esperto dei dati. Colui che si occupa di studiare tutte le informazioni possibili circa i match giocati e i dati relativi, con un occhio particolare. È una professione in forte crescita, anche in Italia sono sempre più numerose le agenzie che si occupano dell’elaborazione dei dati nello sport.

Lo Psicologo dello Sport. Figura professionale meglio nota come Mental Coach, un ruolo da noi ancora emergente, che concentra le proprie competenze sulla preparazione mentale e psicologica dell’atleta per migliorarne le performance.

Poi troviamo il caro vecchio agente o procuratore sportivo, colui che si occupa della negoziazione dei contratti e dei salari per conto dell’atleta. CareerCast gli assegna un salario medio annuo di 65.000 dollari.

Il Manager delle pubbliche relazioni, si occupa invece di proteggere e promuovere l’immagine professionale dell’atleta oppure della società che ne richieda l’ausilio.

L’Account Executive nel settore pubblicitario si occupa di individuare le migliori opportunità di promozione pubblicitaria offerte e legate agli eventi sportivi. Guadagno medio annuo? 45.000 dollari.

Il Coordinatore degli eventi si prende cura di tutti gli aspetti legati a una presentazione o conferenza stampa importante: dalla gestione dei posti a sedere, alla sicurezza, passando per i media, e così via.

Giornalista sportivo in Tv. Alcuni di loro possono arrivare a guadagnare cifre molto importanti, ma questi sono i casi minori. Per esperienza personale potrei raccontarvi le innumerevoli difficoltà e gli scogli presenti sul percorso di chi voglia diventare giornalista sportivo. Ahimè, oggi è diventata davvero molto dura, ma mai abbattersi.

Fotoreporter legato a giornali e riviste sportive. Una figura professionale che, stando alla media annua del salario, percepisce decisamente meno rispetto ai colleghi di altre aree del settore: 29.000 dollari all’anno.

Infine, troviamo il coach o allenatore. State pensando a Mourinho e siete scioccati da quanto state leggendo? Bè, allora è il caso che iniziate a conoscere questo settore a 360°. Chi lavora in qualità di allenatore nelle scuole, medie o anche superiori, può percepire stipendi relativamente bassi. Alcuni di loro fanno questo lavoro part-time e si danno da fare anche con altre mansioni per riuscire a guadagnare uno stipendio decoroso.

Anche lanciare un blog può essere un ottimo modo per promuovere se stessi e il lavoro che svolgiamo, anche nello sport. Ci avevi mai pensato?