COMMENTO: Allegri, le ore contate e il volere di Berlusconi

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Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Recita così il proverbio, giusto? Ebbene, il detto calza a pennello nella situazione che sta investendo – in fila indiana – Allegri, Galliani, il Milan. Quasi una strage sportiva che si sta consumando – perdonate l’iperbole – proprio in queste ore; ore che sono contate, oramai, per la vita in rossonero di Acciuga Max.

Ma tant’è, se Berlusconi si mette in testa qualcosa, è difficile poi cavargliela dal cervello. Croce e delizia di un uomo che da diversi lustri siede in prima fila, stadio o parlamento non fa differenza.

Restando al presente, pare deciso quello che sarà il prossimo step: Freccia(giallo)rossa in direzione Roma. Pallotta e i giocatori lo aspettano, il patto è già siglato, il contratto quasi. Per proseguire con maggior fortuna un progetto in ritardo ormai di un paio di anni; Luis Enrique e Zeman, ora anche Andreazzoli, ne sanno qualcosa. Anche loro vittime di se stessi e di obiettivi sfumati uno dietro l’altro, con l’aggravante poi, di aver ceduto la Coppa Italia ai detestati colori laziali.

Ma a Milanello si attende solo di conoscere il nome del prossimo capitano – no, Ambrosini non c’entra – che guiderà la giovane e inesperta truppa, capace tuttavia di centrare il terzo posto al primo colpo. E i playoff della Champions 2013/2014 sono già all’orizzonte. Servirà dunque qualcuno capace di mandare in porto la missione al primo colpo, perché di tempo per l’apprendistato ce ne sarà davvero poco. Galliani ha pensato e caldeggiato Pippo Inzaghi, Berlusconi ha optato invece per l’olandese oggi attuale calciatore del Botafogo. Se avete due spiccioli da puntare, su chi li scommettereste? Io non ho dubbi.

Tutte le curiosità (e i numeri) del campionato

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Il triplice fischio è arrivato e ha segnato la fine di una stagione mai fino in fondo combattuta. A parte le velleità di Inter, prima, e Napoli, poi, il discorso scudetto è rimasto sempre appannaggio della Juventus. Mai un reale pericolo di sorpasso per la truppa di Conte, che potrà nascondersi per qualche settimana in spiaggia all’ombra dell’ombrellone; Confederations Cup permettendo.E guardando a tutte le 38 giornatevissute da agosto a maggio, ci siamo divertiti a dissotterrare le curiosità e dati statistici più curiosi, per dare un’istantanea un po’ diversa del campionato appena concluso.

Così scopriamo che l’allenatore più giovane che si sia seduto su una panchina in questa stagione, non è Andrea Stramaccioni, pur con i suoi 37 anni compiuti in gennaio, ma il debuttante Cristian Bucchi, subentrato il 5 marzo a Cristiano Bergodi sulla panchina del Pescara, che gli ha così soffiato la palma di “giovin allenatore” della seria A. Mentre “il nonno d’Italia”– con tutto il rispetto – non è Giampiero Ventura, allenatore in attività più anziano con i suoi 65 anni, ma Zdenek Zeman, 66 anni, licenziato dalla Roma per far spazio ad Aurelio Andreazzoli.

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A Madrid la finale dei Mondiali di Fifa 13

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Quest’anno è toccato a Madrid ospitare la fasefinale della Fifa Interactive World Cup: il più grande torneo mondiale di videogiochi; nello specifico di Fifa 13. Non è il primo anno che va in scena e non sarà nemmeno l’ultimo: la Fifa e la EA Sports hanno appena siglato un nuovo accordo che li terrà a braccetto almeno fino al prossimo 2022. Un matrimonio che viene rinnovato con soddisfazione di tutti dal 1993, quando venne buttato sul mercato il primo videogioco marchiato Fifa.
E il successo dell’evento è in costante crescita. Dopo le tappe trionfali a Barcellona e Dubai, ora sono 21 i ragazzi arrivati a Madrid per cimentarsi nelle fasi finali del torneo. La scrematura quest’anno è stata particolarmente notevole: solo una ventina di giocatori è arrivata in fondo sugli oltre 2,5 milioni di partecipanti sparsi in tutto il mondo: c’è chi viene dall’Italia come Mattia Guarracino, chi dalla Colombia come Botero, chi dalla Romania come Patrascu e chi dal Messico e dalla Francia, come Torres Vivero e Bruce Grannec, rispettivamente secondo e primo classificato del torneo. Il francese tornerà a casa con un bel gruzzoletto: 20 mila dollari.

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Come cambieranno le panchine in Europa il prossimo anno?

Inter Milan's Portuguese coach Jose Mour

Ancora pochi giorni e in Europa assisteremo a un rimescolamento generale delle panchine. Forse mai come quest’anno, il ruolo dell’allenatore la farà da padrone nel calciomercato estivo. Con una differenza sostanziale: la celerità degli spostamenti rispetto a quella dei colleghi calciatori; se per quest’ultimi c’è tempo fino al gong del 31 agosto per trasferirsi altrove, per “gli abitanti delle panca” il lavoro di pianificazione della preparazione estiva e del mercato impongono tempistiche ristrette.

Così accade che Pep Guardiola abbia firmato per il Bayern Monaco già nel gennaio scorso, in netto anticipo rispetto ai propri colleghi. L’anno sabbatico a New York, intrapreso dopo i 14 trofei sollevati alla guida dei blaugrana, ha favorito questa trattativa che procedeva ormai da qualche mese. Del resto anche l’addio diJupp Heynckes al Bayern Monaco al termine della stagione – se lo farà da trionfatore assoluto o meno bisognerà attendere la finale del 25 maggio a Wembley – ha spianato la strada allo sbarco di Pep in Germania.

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Anche l’Nba ha il primo gay (dichiarato)

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“Non ho scelto io di essere il primo atleta apertamente gay a giocare in uno degli sport più importanti d’America. Ma visto che lo sono, sono contento di iniziare a parlarne. Non avrei voluto essere io quello che alza la mano in classe e dice di essere diverso. Fosse stato per me, qualcun altro avrebbe già dovuto farlo. Ma nessuno l’ha fatto, ed è per questo che ho deciso di alzare io la mano”. Comincia così la lettera scritta di pugno da Jason Collins, centro dei Washington Wizards, per Sports Illustrated. Con questa rivelazione entrerà certamente nella storia: è la prima volta, infatti, che un giocatore dell’NBA ancora in attività decide di fare outing: “Amo ancora questo sport – prosegue Collins – e ho ancora qualcosa da offrire. I miei allenatori e i miei compagni lo sanno. Ma allo stesso tempo voglio essere genuino, autentico e sincero”.

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