Perchè i raccattapalle agli Us Open sono adulti

Perchè i raccattapalle agli Us Open sono adultiLa donna nella foto si chiama Colleen Brady, è sulla cinquantina, e si autodefinisce una ball person degli Us Open.

L’anno scorso in finale avevamo lasciato Flavia Pennetta e Roberta Vinci, una notizia clamorosa; le due italiane erano state capaci di mandare al tappeto la Halep e la Williams, ovvero la numero 2 e la numero 1 del ranking mondiale in quel periodo della stagione. Alzi la mano chi avrebbe scommesso un euro su un simile risultato. Mi piace considerare tutta una serie di dettagli ed elementi di contorno che sono poi quelli che rendono davvero particolare ogni torneo della stagione; i tornei dello Slam in particolare. Sì, c’è l’affascinante dress code di Wimbledon, ma anche gli Us Open portano con sè storie che lo rendono un torneo davvero uinico.

I raccattapalle o ball boy/girl sono generalmente ragazzini o poco più che bambini, ma agli Us Open ci sono persone anche di età notevolmente superiore: 40 o 50 anni, ma anche qualche annetto in più. Come Edmund Raheb, uomo di 56 anni che si è preso qualche giorno libero dalla sua normale attività lavorativa per far parte dei 260 raccattapalle che lavorano attualmente al torneo di New York. Aveva un sogno, quello di diventare tennista professionista e, quando può, cerca di tenersi in contatto il più possibile con il mondo del tennis. Oggi fa il tappezziere, ha raccontato al Wall Street Journal.

Perché i raccattapalle agli Us Open sono adulti

Ovviamente c’è un motivo ben preciso alla base di questa scelta, di questa particolarità. Anzi, due. La prima è legata all’inizio delle scuole, che può coincidere con le attività del torneo, creando non pochi problemi agli organizzatori che hanno bisogno di personale da arruolare tra le ball person. Ci sono altre problematiche da considerare. Le partite che si svolgono durante le ore serali della settimana devono per forza essere coperte da persone maggiorenni, perché i minori non hanno l’autorizzazione a lavorare in notturna.

L’altro motivo, è legato invece al particolare lavoro che viene richiesto ai raccattapalle impiegati a Flushing Meadows. All’Arthur Ashe Stadium, il principale stadio degli Us Open, a volte vengono richiesti lanci di oltre 80 piedi – che corrispondono a circa 25 metri – prima che la pallina effettui il primo rimbalzo. «Il mio braccio faceva un po’ male il primo giorno» ha detto Bernadette Campbell, 53 anni e ball person, in pensione dalla polizia di New York City. Il momento più impegnativo per un lanciatore cade al termine di ogni game, quando tutte le palline devono essere scagliate nell’altro lato del campo con un solo rimbalzo, per permettere al giocatore di andare al servizio. «Si devono lanciare tre palle stile mitragliatrice in un solo posto» ha detto il signor Slater sempre al WSJ.

Ecco spiegato perchè dei ragazzini minorenni potrebbero probabilmente andare in contro a delle difficoltà fisiologiche nel rispettare queste regole. In praticamente tutti i tornei di tennis dell’anno vediamo raccattapalle passarsi le palline semplicemente facendole rotolare a terra. Agli US Open, come detto, i raccattapalle devono invece lanciarsi la pallina facendole fare un solo rimbalzo prima di recapitarla dalla parte opposta del campo ad un loro collega.

A capo della squadra di raccattapalle del torneo c’è Cathie Delaney, che ogni mattina riunisce la squadra per assegnare a ciascuno compiti e incarichi ben precisi. Ecco un breve aneddoto registrato il primo lunedì degli Us Open, a poche ore dal primo match in programma: «Non capisco ragazzi perché state ridendo, questa è una cosa seria! Concentratevi, questo è tutto quello che vi posso dire: dobbiamo concentrarci e dobbiamo farlo subito».

Non è facile essere ingaggiati nel team di ball person. Quest’anno hanno fatto richiesta circa in 400, quando i posti disponibili erano soltanto 80. In totale vengono schierati sui campi 260 e quest’anno lavorano 39 raccattapalle over-30. Quelli che iniziano, devono aver compiuto i 14 anni.