Quello che non posso non dire su Donnarumma

donnarummaDonnarumma dice addio al Milan. Sbatte la porta e se ne va; lo fa sapere attraverso il suo esoso procuratore Mino Raiola che ha comunicato alla società la volontà di non rinnovare il ricco contratto da quasi 5 milioni a stagione che il Milan aveva preparato per il talento classe 1999.

18 anni sono davvero pochi per lasciare una culla accogliente e gettarsi in un’arena colma di insidie, specie se non si ha ancora l’esperienza a fare da barriera alle inevitabili difficoltà che una lunga carriera prospetterà. E’ una decisione che brucia quella di Donnarumma, resa ancora più amara per come è arrivata. Il Milan ha dimostrato con i fatti tutta la volontà di volerlo trattenere, mettendo sul piatto sforzi economici importanti e l’ambizione di un nuovo progetto che sembra puntare in alto; dall’altra c’è un ragazzino allevato e cresciuto negli anni delle giovanili, dall’indiscutibile talento e dal futuro luminoso, che ha deciso di seguire ciecamente il suo agente e ora, che siano positivi o negativi, ne raccoglierà i frutti.

Fa bene il Milan adesso a guardarsi attorno, vagliare le offerte che arriveranno da mezza Europa sul tavolo di Fassone e Mirabelli, e cederlo al migliore offerente. O così, o tra un anno il Milan lo perderà a costo zero a causa della naturale scadenza del contratto.

Alla fine, rebus sic stantibus, credo per il Milan sia un bene salutare Donnarumma e affidarsi a un portiere che sposi il nuovo progetto appieno, con maggiore entusiasmo. La storia del calcio insegna che non è necessario avere fenomeni tra i pali per arrivare ai trofei. Il Real Madrid neocampione d’Europa ne è un esempio lampante. Ma è necessario avere calciatori carismatici e motivati, perchè nei momenti cruciali motivazione e convinzione fanno la differenza.

La ferita brucia, ma passerà in fretta. Fassone e Mirabelli hanno le capacità di far dimenticare in fretta questa scottatura, e per come hanno finora dimostrato di sapersi muovere con disinvoltura sul mercato – sorprendentemente, lo ammetto – hanno l’opportunità di trasformare una grana in una nuova risorsa.