I 7 sport più pericolosi del mondo

I 7 sport più pericolosi del mondoCentrato in pieno da una pallina, Phillip Hughes, campione australiano di cricket, è deceduto qualche giorno fa ma le condizioni erano parse critiche da subito.

Le morti nello sport, qualcosa su cui riflettere. Un’interessante ricerca fatta da Abc.es ha individuato i 7 sport più pericolosi del mondo in cui il tasso di mortalità è dunque più alto; questo per il maggior rischio dell’attività, connesso a tutta una serie di fattori: ambientale, climatico, di pericolo, legato agli urti e così via.

Gli sport più pericolosi: l’Alpinismo fa 40 morti ogni anno

Partiamo dall’Alpinismo, che conta 40 vittime ogni anno e un centinaio di persone che restano intrappolate in valanghe. La vetta più desiderata dagli appassionati di alpinismo, ma anche la più temibile, è sicuramente quella del Monte Everest che raggiunge gli 8.848 metri sopra il livello del mare.

Poi troviamo la arrampicata a mani nude, senza imbragature, corde o protezioni. Non si può sbagliare, mai. Ed è semplice capire il perché. In questo caso si riscontra un decesso ogni 27.000 arrampicate, proprio a causa della natura della roccia, che spesso si sgretola, cede e quindi tradisce.

Troviamo poi il Base Jumping: il salto nel vuoto fatto da palazzi, ponti o rilievi naturali con atterraggio al limite fatto con il paracadute. Da quando è stato introdotto (circa 30 anni fa) questo sport ha visto morire ben 180 persone.

Viene poi il Tow-in surfing. Forse non ne avete mai sentito parlare. È stato introdotto da alcuni surfisti della metà degli anni ’90. Consiste nel farsi trascinare sulla cresta dell’onda da un partner alla guida di un’acqua scooter o un elicottero che lascia la presa una volta raggiunta la giusta velocità. È ancora oggi uno degli sport più pericolosi in assoluto.

Immersioni nelle caverne, altra specialità molto rischiosa, che ha visto però scendere il numero di morti negli ultimi anni. Le cause principali delle disgrazie derivano da problemi quali ipotermia, mancanza di ossigeno o sviste nel buio. Nelle coste dello Yucatan e dei Caraibi si sono registrate numerosi decessi negli ultimi anni.

Al sesto posto degli sport più pericolosi troviamo l’Eliski, ovvero lo sci fuori pista fatto usando l’elicottero per la risalita. Non può essere praticato ovunque, ma in Europa è regolamentato e limitato ad aree ben specifiche. Resta una delle pratiche ancora oggi più rischiose in assoluto.

Infine abbiamo, udite udite, il pugilato (o la boxe, che dir si voglia). Sono numerosi i pericoli a cui va incontro chi pratica questo sport e si riflettono nella crescente lista di combattenti che hanno perso la vita sul ring. Vale anche la pena di sottolineare i rischi a lungo termine. Secondo uno studio dello scorso anno riferito a 30 pugili professionisti e condotto dalla Sahlgrenska Academy dell’Università di Göteborg (Svezia) in collaborazione con la Federazione svedese Boxing, il pugilato può finire per influenzare negativamente il cervello dello sportivo. E anche questi sono danni irreversibili.