Stare seduti a guardare partite ci ucciderà tutti

Stare seduti a guardare partite ci ucciderà tuttiStare seduti a lungo non aiuta la salute e, anzi, le nuoce gravemente. Questo stando a ulteriori recenti studi che hanno confermato i rischi derivanti da un comportamento tendenzialmente sedentario.

Stare seduti a lungo aumenta il rischio di sviluppare decine di patologie croniche: dal cancro e il diabete, arrivando alle malattie cardiovascolari e steatosi epatica non alcolica.

Non siete capitati in una pappolata porta sfiga su come preservare se stessi e i propri cari da qualsivoglia malessere dell’esistenza, ma ho trovato interessante declinare lo studio in questione a logiche e dinamiche di vita legata in qualche modo al mondo dello sport. All’inizio di quest’anno il British Journal of Sports Medicine ha pubblicato le linee guida da seguire – studiate da una giuria internazionale di esperti – per trascorrere la giornata in modo salutare: in sostanza bisognerebbe sempre stare in piedi, e fare attività all’aperto, almeno dalle 2 alle 4 ore al giorno. Questo discorso è valido per chi trascorre molto tempo seduto a una scrivania, a scuola, all’università come in ufficio, in redazione o addirittura allo stadio o seduto sul divano a guardare, appunto, le partite alla tv; e senza anche solo camminare per diverse ore consecutive

Sì, perché non c’è solo lo stare seduti un paio d’ore (e anche qualcosa in più) tra il momento in cui si attende l’inizio della gara e il suo svolgimento (di calcio, tennis, basket e via dicendo) ma c’è anche il tragitto per arrivare allo stadio, in metro, pullman o macchina – poco cambia -, sia all’andata che al ritorno del viaggio e si sta sempre seduti in attesa dell’arrivo a destinazione. Immaginate quante persone solamente in Italia hanno siglato un abbonamento per seguire la propria squadra e ogni weekend ripetono la stessa trafila: casa-auto/metro-stadio-auto/metro-casa (quasi sempre seduti). E a volte capita che, una volta trovato posto, qualcuno si addormenti persino allo stadio.

Per non parlare di chi, birra in mano e divano sotto le chiappe – assiste non solo ai match di serie A, ma ha la passione del calcio inglese e segue da vicino il tracollo del Chelsea di Mourinho e guarda con curiosità all’arrivo di Klopp sulla panca del Liverpool. E come perdersi l’avvincente finale di stagione della Moto Gp con un Valentino in una straordinario stato di forma e la chance del 10° Mondiale che non si ripresenterà.

C’è poi il 2° posto nella classifica piloti di Formula 1 da seguire fino all’ultimo, tenuto aperto dal formidabile tridente Ferrari-Vettel-Arrivabene che ha saputo sferzare a singhiozzo il dominio semi-totale Mercedes-Hamilton. C’è stata anche la fantastica finale tutta italiana agli Us Open tra Pennetta e Vinci, il match giocato all’ombra dell’Empire State Bulding ha calamitato l’attenzione degli italiani e fu seguito da 2.032.702 di telespettatori (ascolto cumulato Deejay TV + Eurosport) con il 10,1% di share. Abbiamo seguito l’Italia del duo Belinelli-Gallinari nella spedizione europea. Solamente un’altra ghiotta occasione di cimentarsi nella speciale pratica nota come «divanite».

«Per ottenere benefici dal comportamento non sedentario non c’è bisogno di uscire e correre una maratona. Probabilmente basta un po’ di movimento e questo potrebbe portare qualche beneficio» ha detto Janet Cade, professore di epidemiologia nutrizionale presso l’Università di Leeds. 

Diversi studi hanno inoltre dimostrato che anche un’attività fisica regolare non compensa gli effetti negativi portati dallo stare troppo seduti durante il giorno (anche allo stadio, in tribuna, sul divano, birra in mano).

«Lo stare seduti provoca cambiamenti fisiologici del corpo e può innescare alcuni fattori genetici che sono collegati ad infiammazione e malattie croniche come il diabete e le malattie cardiovascolari» ha detto il Dott. Buckley dell’Università di Chester.

Ebbene, può esserci una via alternativa di assistere allo sport? Mi riferisco alla maniera di vivere una normale partita di pallone o un match di tennis.

Stare seduti a guardare partite ci ucciderà tutti

Alcuni tifosi del Chelsea in piedi a tifare per la squadra

Negli stadi d’Europa e di mezzo mondo è pur vero che nelle curve e nei settori più caldi degli impianti è consuetudine alzarsi in piedi a tifare e cantare – anche se questo non significa fare vero movimento -, mentre la maggior parte dei supporters che occupano le seggioline è solita poltrire, seduta comoda; al massimo si friziona le mani nei mesi più freddi. Nulla di più.

Del resto non è possibile nemmeno vivere una vita in costante movimento, se stessimo a guardare tutto quanto può nuocere o far male, sarebbe meglio chiuderci in una sfera di cristallo e limitarci a vivere il mondo osservandolo. Ma anche in questo caso finiremmo per restare del tutto immobili.