Standard & Poor’s giudica le italiane: prima la Fiorentina

Standard & Poor's giudica le italianeCi mancava questa. L’agenzia di rating tra le prime tre al mondo – Standard & Poor’s – che è solita dare le pagelle alle capacità di credito dei vari paesi, ora ha preso di mira il mondo del calcio.
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“Ci sono calciatori che vivono con 1500 euro al mese… ”

stipendi calciatori serie aLa vita del calciatore è un mondo incantato. Fatto di privilegi e spesso di belle macchine. Soldi e sregolatezze, a volte, sono all’ordine del giorno. Basti pensare alle automobili – simili ad astronavi – con cui si spostavano per le vie di Milano Samuel Eto’o o Alexandre Pato.
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Ecco chi vince la Champions League dei denari…

Champions denariSpese folli, milioni e comproprietà, top player e sceicchi: in una sola parola, il dizionario del mercato. Inizia agosto e si entra nel periodo più caldo, quello in cui anche le squadre più “timide” dovranno farsi avanti con i soldi in valigia (Milan?) o rischieranno di restare a bocca asciutta. E il reticolo geografico dice che Cavani e i soci super pagati sono andati altrove (leggi qui la classifica dei 20 acquisti più pagati d’Europa), anche se noi non ci difendiamo affatto male (qui la classifica dei 10 acquisti più pagati d’Italia). Complice certamente il reinvestimento totale della cifra incassata da De Laurentiis che continua a far sognare i tifosi che dopo Higuain si aspettano altri fuochi d’artificio: Jackson Martinez?

Aspettando la Champions League che verrà, con la fase a gironi ancora lontana dall’essere delineata – ci sono ancora i playoff da giocare – divertiamoci a mandare in campo non i giocatori delle varie potenze europee, ma l’ammontare dei quattrini che ciascun calciatore vale sul mercato e giochiamo l’immaginaria Champions League. Chi vincerebbe la paradossale coppa dei danari?

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Pato è un flop. Ha vinto Galliani

imageQuando il Corinthians bussò alla porta di via Turati per proporre una quindicina di milioni per Pato, alcuni esperti – pochi – espressero la loro perplessità per l’esigua cifra messa sul piatto; altri misero però in allerta i naviganti: “Una simile cifra non si ripresenterà più”. Consiglio riposto in tasca al sicuro.

Erano semplici divergenze di valutazione sul valore del Papero dalle uova rotte, che oggi ricevono però risposte eloquenti. Allora, chi ha fatto l’affare a 6 mesi di distanza dalla “sofferta” cessione? Guardando rendimento, reti, presenze del brasiliano con la maglia del Corinthians, non ci sono dubbi: Galliani ha vinto la scommessa.

Dopo le tre occasioni divorate dal Papero contro il San Paolo in una trentina di minuti di campo, la domanda sorge spontanea: Pato era davvero il campione tanto decantato e pagato la bellezza di 22 milioni a meno di diciotto anni?

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Leonardo e il Psg? Tanto fumo, molti milioni e numerosi affari (per l’Italia)

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Ma che bravo che è Leonardo. Il ragazzo che tutte le mamme vorrebbero dare in sposa alle figlie, quello che in macchina al posto dell’Arbre Magic ha un memorandum per pasticcini e fiori alla suocera quando viene invitato a cena.

Che bravo Leonardo, era un grande dirigente già al Milan: ha scoperto Kakà, Pato e Thiago Silva tutto da solo; roba che nemmeno lo studioso e ricercatore Indiana Jones sarebbe riuscito a scovare.

Urca! È stato in grado di reinventarsi anche allenatore, prima al Milan, poi all’Inter; un vero professionista che ha saputo onorare l’incarico ricevuto sia da una parte che dall’altra del naviglio. Milano è bella tutta e va visitata in lungo e in largo.

Poi Parigi, al Psg. In poco tempo, una squadra da favola o poco ci manca: Ibra, Thiago Silva, Lavezzi, Lucas Moura, Menez. Poi anche Thiago Motta, Sirigu e il giovane talento azzurro Verratti; amato in Francia a tal punto che lo sentono già loro: “Verrattì, Verrattì!”, inneggiano al Parco dei Principi col rigoroso accento sulla “i”.

Ha fatto bene Al Khelaifi a prendere Leonardo, uno dei migliori dirigenti del mondo. Peccato che… abbia depauperato portafogli e finanze qatariote – ci piace esagerare – a suon di centinaia di milioni spesi.

Ibra e Thiago? Vi diamo una sessantina di milioni e ricopriamo d’oro la strana coppia. “Ok, ve li portiamo noi a Parigi, dove scarichiamo il pacco?”, il pensiero di Galliani accompagnato da quel furbo sorrisetto di chi sa che sta facendo un grande affare. Lo stesso finito sul volto di De Laurentiis, quando si è visto bussare la porta da Mr Leo, disponibilissimo a pagare i “64,5 milioni del cartellino” di Cavani, ha tenuto a puntualizzare Aurelio De Laurentiis gonfiando il petto. I dettagli fanno la differenza, ma a Leonardo sembra essere sfuggito. Il San Paolo vuole una quarantina di milioni per il super talento Lucas? Ve ne diamo 43 e tenete pure il resto…

Poi Lavezzi. Lunghe ed estenuanti trattative per strappare dalle grinfie dell’esigente patròn del Napoli il Pocho? Macchè. Paghiamo la clausola di 31 milioni, non abbiamo tempo da perdere. Per Marquinhos, 19 anni e una sola stagione in serie A, verranno versati – udite, udite – 35 milioni di euro nelle casse della Roma; certamente un affarone, ma per Pallotta e Sabatini.

Bè, si dirà, li ha convinti tutti a sposare un progetto forse mai fino in fondo convincente. Vero, ma a suon di milioni e non di prospettive. Cavani ne intascherà 10 puliti puliti per un lustro intero; le future generazioni di Edinson già ringraziano dalla mente del Creatore. Ibra? Idem, con patate: 14 milioni netti all’anno.

Leonardo al Psg è stato un affare? Per il Bel Paese certamente: una decina di giocatori e 250 milioni finiti da noi. Galliani, De Laurentiis e compagnia cantante si leccano ancora i baffi per non lasciare briciole.

Dal 2 settembre, quando lascerà definitivamente per la squalifica comminatagli dalla Commissione disciplinare francese, allora sì, saranno dolori veri.