Ma i dopati non sono solo i ciclisti…

(FILES) Argentinian soccer player Diego

Un dardo che trafigge il cuore di migliaia di appassionati. È quanto rappresenta l’ennesima notizia di doping nel ciclismo.Mauro Santambrogio trovato positivo all’Epo – proprio come il compagno di squadra Danilo Di Luca – dopo il controllo antidoping del 4 maggio scorso. Nel frattempo ha percorso chilometri di strada fino a chiudere al 9° posto nel Giro.
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SONDAGGIO

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COMMENTO: Dietrofront. Verso la riconferma di Allegri…

io fumetto Ok

Ore 20 – circa -, località Arcore, zona Brianza. Quartier generale di Berlusconi. È qui che si decide – finalmente – il destino del tecnico che per 3 anni ha guidato il club rossonero. E sarebbe anche ora che una decisione venisse partorita, in questo stucchevole e doloroso travaglio; perché tralasciando il fatto che la Roma comincia ad avere i gomiti doloranti a furia di restare, in attesa, appoggiata sul davanzale della finestra, è ora che una guida venga data a una squadra in fase di continua costruzione. A maggior ragione, con un mercato che ha già scaldato i motori da giorni e con i playoff di Champions da affrontare ad agosto; tra le papabili figurano anche PSV e Fenerbahce, non certo una passeggiata.

E, come detto, la chiacchierata serale che dovrebbe coinvolgere tutti i commensali interessati, Allegri, Galliani e Berlusconi, dovrebbe concludersi con una grassa risata del tecnico livornese, vicino – a questo punto – alla riconferma almeno per un’altra stagione alla guida del Milan.

Si discuterà del rinnovo del contratto, perché Allegri sa bene che un progetto di una sola stagione non porta con sé la tranquillità e le garanzie adeguate al lavoro che ha in mente: riportare la squadra ai vertici di campionato e Champions è un obiettivo che richiede tempo e pazienza.

E le basi del prossimo mercato verranno poste proprio nel salone di Villa San Martino.  Accantonata la candidatura di Seedorf, dunque, sfumata quella pallida di Inzaghi, mai realmente presa in considerazione quella di Frank Rijkaard, sembra che la Roma debba iniziare a guardare altrove, magari cambiando finestra, perché quella che dà sui campi di Milanello vede Allegri in tuta, fischietto al collo e un gruppo al seguito.

È il giorno dell’annuncio di Mou al Chelsea: a Madrid ha fallito?

www.studentnewsie.com

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Autostima ai massimi livelli, competitività altissima delle sue squadre e dei loro risultati, una sequela di consensi che neanche uno sciame di api dietro la propria regina… Questo è Josè Mourinnho. Così è stato al Porto, quando ha elevato in cattedra una formazione media del calcio europeo, così è ricordato al Chelsea, dove è divenuto il tecnico più vincente della storia del club londinese, diventando, per autodefinizione, lo Special One. Per non parlare dell’avventura in nerazzurro, dove il portoghese è visto come un semi-dio in grado di divinizzare la propria squadra grazie a un 2010 concluso con il grido corale del Triplete.
A Madrid, per la prima volta, Mourinho se ne va con la coda tra le gambe. Troppe scelte controproducenti e un gioco poco in linea con una filosofia tutta calcio champagne, gli sono costate una delle panchine più prestigiose del pianeta.
Non va però dimenticato che questa volta Mourinho ha dovuto fronteggiare, in Liga come in Europa, una delle squadre più forte che la storia ricordi: il Barca di Pep Guadiola. E non sono bastate ai supporters del Madrid, le 3 semifinali consecutive in Champions League, la Liga dell’anno scorso, la Coppa di Spagna e nemmeno la Supercoppa spagnola. La mancata conquista della decima – Champions -, vero grande obiettivo del triennio mourinhano a Madrid, è vista e vissuta dal madridismo come un fallimento più grande di qualsiasi vittoria.
Le decisioni in controtendenza col passato, poi, sono state la goccia che ha fatto traboccare un vasogiá  colmo di delusioni. Dalle esclusioni reiterate di Iker Casillas, che a Madrid è una vera e propria autorità, in favore del semi sconosciuto Diego Lopez, agli attriti interni allo spogliatoio manifestatisi anche sotto i riflettori del Bernabeu, quando Ramos espose la maglia di Ozil in forma di protesta contro l’esclusione dell’amico-compegno tedesco.
Per la prima volta nella carriera, Mourinho lascia da Not Special One; ed è un aspetto da non sottovalutare per uno dei tecnici che passerà alla storia del calcio come uno dei più vincenti di sempre.
Ma la consolazione è dietro l’angolo, perchè è arrivato il giorno dell’annuncio del portoghese a Londra, alla guida dei Blues: là, il titolo di Special, non glielo toglierà nessuno.

Se il Psg rischia l’implosione…

sportwitness.ning.com

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Centinaia di milioni spesi e rischiare di rimettere mani al portafoglio. Potrebbe accadere all’ombra della Torre Eiffel, Parigi, sede del Paris Saint Germain.

I soldi comprano tutto, ma non la felicità. Sicuramente non quella di Ibra e Lavezzi, preceduti da Ancelotti. Se tutto andrà come è nei piani, sarà presumibile ritrovare lo svedese altrove – la destinazione al momento è ignota e non ipotizzabile – Lavezzi all’Inter, acquisito per accontentare Mazzarri grazie agli accordi che saranno siglati tra qualche settimana con l’indonesiano Thohir, e Ancelotti alla guida dei Blancos. Stiamo precorrendo i tempi, facendo probabilmente il passo più lungo della gamba; ma lo scenario è molto più che ipotizzabile.

Il giocattolo montato dal milionario Al Thani rimarrebbe in piedi grazie a pochi eletti; da Thiago Silva al giovane ma formidabile Lucas. Non c’è da disperarsi, perché altrove i giardini non sono poi così verdi. Ma un leggero fastidio – eufemismo – sta toccando il presidente Al Khelaifi; in un amen si è visto bloccare per 9 mesi Leonardo, uscito dai gangheri al punto da tirare una leggera spallata all’arbitro, dopo aver fallito il primo match point della Ligue 1 contro il Valenciennes. Oggettivamente una sanzione esagerata. Si attende ora l’appello…

Ciò detto, se anche il dirigente tutto stile, eleganza e compostezza si fa prendere dal nervosismo, vuole certamente significare che l’aria in casa Psg non è certo delle migliori. Veder smontare di punto in bianco parte del progetto a causa della fuga di pochi, inizia forse a bruciare; ancor più se l’allenatore che ti ha fatto ben figurare in Champions contro il Barca, non ci pensa due volte e alza i tacchi, ammaliato dal Bernabeu.

E in panchina, chi arriva? Altro dubbio, altre tensioni. Si era parlato di Wenger, accennato a Benitez, pensato a Mourinho. Ma nessuno dei tre arriverà mai alla corte di Al Thani. Ci si guarda attorno, senza individuare una guida all’altezza delle cifre spese sul mercato. La caccia continua, ma pare che il progetto parigino non alletti più di tanto giocatori e allenatori, più disposti a volare altrove: Falcao ha appena sposato la causa del Monaco.

Così vediamo che sceicchi e magnati possono piegare la volontà – quasi – di chiunque a suon di milioni, ma con questi non ci comprano la felicità dei tesserati. Che presto preferiscono fare le valigie. Staremo a vedere.