Calcio

Tra l’apoteosi europea e le sirene di mercato: l’Inter si gode i complimenti di Vanoli e ridisegna la squadra

“L’Inter ha fatto un vero e proprio capolavoro”. Paolo Vanoli apre in questo modo la sua conferenza stampa, quasi un atto dovuto alla vigilia dell’attesa sfida di campionato contro una squadra appena approdata alla finale di Champions League. Il tecnico granata spende parole di grande ammirazione per Inzaghi e i suoi ragazzi, esaltando in modo particolare la doppia, spettacolare semifinale giocata contro il Barcellona. Affrontare un avversario di questa caratura è una motivazione che nasce da sola per il Torino, chiamato a scendere in campo con la giusta carica per dare continuità al proprio percorso di crescita.

A tenere banco nei primi minuti è però la salute dello stesso allenatore, che torna a parlare in pubblico dopo il grande spavento vissuto contro il Venezia. Vanoli rassicura tutti con un sorriso: sta bene. Quel malore accusato alla mezz’ora della ripresa è ormai alle spalle. Ci tiene moltissimo a ringraziare lo staff medico del Toro e gli operatori della Croce Rossa, tempestivi ed efficaci nel soccorrerlo direttamente allo stadio. Un episodio che ha scatenato un’ondata di affetto travolgente e inaspettata, tanto da rendergli impossibile rispondere ai tantissimi messaggi ricevuti in questi giorni.

L’infermeria granata e il legame con la storia

Le buone notizie per Vanoli arrivano anche dall’infermeria, con una rosa che sta progressivamente ritrovando i suoi interpreti. Ricci e Linetty sono nuovamente a pieno regime. Anche Casadei è perfettamente recuperato dopo aver gestito un lieve sovraccarico al polpaccio che lo aveva tenuto a riposo per un paio di giorni. La situazione è invece più complessa per altri elementi della rosa. Sosa necessita di ulteriori valutazioni, mentre Karamoh è praticamente fuori dai giochi a causa di un principio di pubalgia avvertito di recente. Sicura anche l’assenza di Pedersen, fermato da un trauma facciale.

La settimana granata è stata inevitabilmente segnata anche dalle emozioni del 4 maggio. Vanoli ha vissuto la sua prima commemorazione a Superga da condottiero della squadra. Il rumore assordante di quel silenzio davanti alla lapide, rotto solamente dalla voce di Zapata intento a leggere i nomi degli Invincibili, ha lasciato nel tecnico un segno profondo. È da questa fortissima eredità che nasce la promessa di non tradire mai i valori del club da qui a fine stagione. Valori incarnati alla perfezione da leggende come Paolo Pulici, graditissimo ospite al Filadelfia nei giorni scorsi. Un incontro definito bellissimo dall’allenatore, fermamente convinto che il futuro si possa costruire solo mantenendo un dialogo vivo con il passato. Un futuro che, guardando al campo, potrebbe vedere l’impiego dal primo minuto di qualche giovane promessa contro l’Inter, con Dembelé che ha ottime chance di partire titolare per accumulare esperienza preziosa.

Il peso della Serie A sul palcoscenico continentale

I recenti successi nerazzurri spingono Vanoli a una riflessione più ampia sullo stato di salute del calcio italiano. Nel nostro Paese la tendenza è spesso quella di essere ipercritici, comportandoci tutti da commissari tecnici pronti a evidenziare solo ciò che non funziona. Guardando i fatti, però, la realtà è ben diversa. La costanza della Fiorentina in Conference League e le grandi cavalcate di Roma e Atalanta in Europa League dimostrano il reale spessore del nostro movimento. La Serie A, tatticamente spietata e complessa, resta un campionato estremamente affascinante e continua a farsi rispettare in tutta Europa.

Il cantiere Inter: rivoluzione totale nel reparto arretrato

Se da una parte l’Inter raccoglie elogi e si gode l’apice del calcio europeo, dall’altra la dirigenza lavora già a fari spenti per programmare il futuro. L’estate nerazzurra si preannuncia caldissima, soprattutto per quanto riguarda il pacchetto arretrato, destinato a subire una vera e propria rivoluzione tra partenze annunciate e incastri di mercato.

La situazione difensiva è a dir poco intricata. Acerbi e Darmian viaggiano ormai verso i saluti, con i loro contratti in dirittura d’arrivo. Il destino di De Vrij è tutto da scrivere e richiederà valutazioni attente da parte della società. Considerando che Palacios ha già fatto le valigie a gennaio, i buchi da tappare cominciano a essere numerosi. Tra le poche certezze assolute c’è Akanji, per il quale l’Inter farà scattare l’opzione di acquisto. Resta invece in sospeso la questione Pavard, vincolata alla decisione del Marsiglia sulla clausola di riacquisto.

A rendere il puzzle ancora più complesso ci sono le legittime richieste di chi finora ha trovato meno spazio. Carlos Augusto spinge per giocare con maggiore continuità, un’ambizione più che giustificata viste le ottime risposte fornite in campo. L’ombra più grande, tuttavia, riguarda Alessandro Bastoni. Il difensore della nazionale è costantemente corteggiato dal Barcellona. Sebbene non abbia ancora mostrato l’intenzione di lasciare Milano, una sua eventuale partenza obbligherebbe la dirigenza a correre immediatamente ai ripari con un colpo di altissimo livello.

I nuovi obiettivi: prestiti e sguardi oltreoceano

Per far fronte a questa imminente emorragia di difensori, Ausilio e Baccin hanno già individuato diverse piste. Oumar Solet resta un nome caldo, un obiettivo inseguito da parecchio tempo. Sondaggi concreti sono stati fatti anche per Tarik Muharemovic, anche se per il centrale di proprietà del Sassuolo c’è da superare la forte concorrenza della Juventus.

La vera novità delle ultime ore porta però Oltremanica. L’Inter sta valutando seriamente l’ipotesi di imbastire un’operazione in prestito per Giovanni Leoni. Il giovane talento di proprietà del Liverpool è reduce da una primissima stagione in Inghilterra pesantemente condizionata da un grave infortunio e cerca un ambiente ideale per rilanciarsi. Oltre ai rinforzi in retroguardia, gli scout nerazzurri mantengono i radar attivi anche in Sudamerica. Direttamente dall’Argentina rimbalzano voci di un forte interessamento per Lautaro Rivero. L’attaccante classe 2003, in forza al River Plate e fresco di prima convocazione in nazionale, è un profilo che la dirigenza interista sta monitorando con grandissima attenzione per il futuro.