Il dominio di Pogacar al Delfinato e i prossimi appuntamenti in TV
Tadej Pogacar continua a riscrivere la storia del ciclismo moderno. Il fenomeno sloveno ha appena messo in bacheca il suo primo Giro del Delfinato, migliorando decisamente quel quarto posto ottenuto nell’ormai lontano 2020. Parliamo di un risultato clamoroso, impreziosito da ben tre vittorie di tappa, per la precisione la prima, la sesta e la settima. Con questa prestazione maiuscola il campione del mondo è arrivato a toccare quota 99 successi in carriera. Nell’ultima frazione di 133 chilometri con l’impegnativo traguardo sul Moncenisio, a prendersi la scena è stato però Lenny Martinez. Il giovane talento francese in forza alla Bahrain-Victorious si è imposto in solitaria, godendosi un meritato trionfo per distacco. Dietro di lui, con 36 secondi di ritardo, è arrivata la coppia d’oro formata da Jonas Vingegaard e dallo stesso Pogacar. I due grandi rivali hanno fatto il vuoto sull’ultima ascesa a cinque chilometri dal traguardo, staccando inesorabilmente avversari diretti del calibro di Remco Evenepoel e Florian Lipowitz.
L’attesa per la Grande Boucle
Guardando la classifica generale definitiva, il verdetto è chiarissimo. Pogacar si è laureato campione della prestigiosa corsa a tappe superando Vingegaard di 59 secondi, un divario che lascia presagire grande spettacolo per il prosieguo della stagione. Tutti gli occhi degli appassionati sono infatti già puntati sull’evento principale dell’anno. Il Tour de France prenderà il via sabato 5 luglio da Lilla, e sarà proprio sulle strade francesi che andrà in scena l’ennesimo capitolo della sfida tra lo sloveno e il danese.
La Famenne Ardenne Classic 2026 sugli schermi
Nel frattempo il fitto calendario del grande ciclismo non si ferma, offrendo costantemente nuove corse da seguire. Tra gli appuntamenti di rilievo di questa stagione spicca la Famenne Ardenne Classic 2026. Chiunque voglia seguire in diretta le emozioni della classica belga potrà affidarsi alla copertura streaming di FloBikes, semplicemente registrandosi alla piattaforma. L’offerta è strutturata per raggiungere i tifosi letteralmente ovunque. Chi preferisce il salotto di casa può scaricare l’applicazione FloSports, perfettamente compatibile con le principali smart TV e i dispositivi multimediali attualmente sul mercato, inclusi Roku, Fire TV, Google TV, Apple TV, oltre ai sistemi Samsung, VIZIO e LG. Chi è in movimento può invece installare comodamente l’app ufficiale sui propri dispositivi iOS o Android. Qualora gli impegni impedissero di guardare la gara in tempo reale, la piattaforma offre una soluzione molto pratica. Tutti i filmati della corsa verranno regolarmente archiviati in un’apposita libreria digitale, rimanendo sempre a totale disposizione degli abbonati FloBikes per l’intera durata della loro sottoscrizione.
Il circuito ATP tra record e ritorni: Sinner dominatore a Miami, Fritz rinasce a Stoccarda
Il rullo compressore Jannik
Il cemento americano parla sempre più italiano. Jannik Sinner continua la sua marcia inarrestabile al Miami Open, spazzando via Frances Tiafoe con un netto doppio 6-2 nei quarti di finale. Una prestazione che certifica il suo stato di grazia, rafforzato da un dato semplicemente spaventoso: l’azzurro ha messo in fila ben 30 set consecutivi vinti nei tornei Masters 1000. Un traguardo impressionante, che gli ha permesso di frantumare il precedente record di 24 parziali appannaggio di Novak Djokovic.
Il Sunshine Double nel mirino
Dopo aver affrontato i primi tornei stagionali in leggera ombra rispetto a Carlos Alcaraz – sbarcato negli States forte di un inizio di 2026 del tutto immacolato, con i trionfi agli Australian Open e in Qatar – Sinner ha ripreso prepotentemente in mano le redini del circuito. Ha fatto suo il trofeo a Indian Wells e ora, sul veloce dell’Hard Rock Stadium, punta dritto alla doppietta. L’uscita di scena prematura dello spagnolo al terzo turno, sorpreso da Sebastian Korda, ha inevitabilmente caricato Jannik dei favori del pronostico. Eppure in campo non c’è stata traccia di pressione. Prima di sbrigare la pratica Tiafoe in appena un’ora e dieci minuti, il numero due del tabellone si era già sbarazzato agilmente di Corentin Moutet e Alex Michelsen, guadagnandosi la sesta sfida in carriera contro l’americano.
Poca storia contro Tiafoe
Tiafoe dal canto suo aveva provato a infiammare il pubblico di casa. L’ex top 10, che nel 2021 a Vienna si era persino tolto lo sfizio di battere Sinner, arrivava al match carico a mille. Aveva appena estromesso il campione in carica Jakub Mensik e l’amico-rivale Terence Atmane, spuntandola in due vere e proprie battaglie risolte solo al tie-break del terzo set. Contro l’italiano, però, ha trovato un muro. Subito sotto di un break nel primissimo game, Tiafoe ha sbattuto costantemente contro il servizio implacabile del suo avversario, riuscendo ad affacciarsi ai vantaggi solo quando ormai era sprofondato nel punteggio. Sinner non si è scomposto, ha messo al sicuro il risultato con un ulteriore break e ha chiuso i conti in scioltezza con un rovescio fulminante al primo dei tre match point disponibili. Ad attenderlo in semifinale ci sarà il vincente della sfida tra Francisco Cerundolo e Alexander Zverev.
La rinascita di Fritz sull’erba
E proprio Zverev ci offre l’assist perfetto per spostarci su tutt’altra superficie, dove la stagione verde ha iniziato a regalare i primi verdetti. Se Sinner domina incontrastato sul cemento, Taylor Fritz ha scelto i prati di Stoccarda per lasciarsi alle spalle un periodo di forte appannamento tennistico. Il californiano si è aggiudicato l’ATP 250 tedesco piegando in finale proprio Sasha con il punteggio di 6-3 7-6(0). Si tratta del suo quarto successo in carriera sull’erba su nove tornei vinti in totale, il primo lontano dalla sua vera comfort zone di Eastbourne. Una vittoria dal peso specifico enorme, perché lo proietta nuovamente al quarto posto del ranking mondiale: un dettaglio tutt’altro che trascurabile in vista del tabellone di Wimbledon.
L’incubo Zverev e la mina vagante Draper
L’unico a poter insidiare la quarta piazza di Fritz a Londra è Jack Draper, impegnato questa settimana al Queen’s proprio come l’americano. L’inglese è quasi obbligato a vincere il torneo, o quantomeno ad arrivare più avanti dello statunitense, per tentare il controsorpasso in classifica. Resta il fatto che avere un giocatore in ascesa come Draper fuori dai primi quattro – trasformandolo di fatto in una potenziale mina vagante ai quarti, un po’ come rischia di essere Djokovic – potrebbe scombinare seriamente i piani ai favoriti assoluti dello Slam inglese.
Tornando alla finale di Stoccarda, per Zverev l’appuntamento col primo titolo sull’erba è rimandato ancora una volta. Il verde continua a non essere la superficie preferita dal numero tre del mondo, fermo alle due finali perse ad Halle nel 2017 e nel 2018. A decidere la sfida, sospesa per oltre un’ora a causa della pioggia, sono stati i troppi gratuiti del tedesco (24 contro i 12 del rivale) e un’incredibile percentuale di prime in campo di Fritz, che ha toccato quota 88%, oltre alla solita rigidità di Zverev nei momenti chiave del match. Lo statunitense si conferma insomma una vera e propria bestia nera per il tedesco, costretto a incassare la quinta sconfitta consecutiva in questo scontro diretto. Un ruolino di marcia che ha spinto Sasha a scherzare durate la cerimonia di premiazione: “Non ti voglio vedere per almeno uno o due anni, non ti sopporto proprio. E mi raccomando, vedi di non farti più trovare in Germania!”.
Il duello a distanza: Sinner e Alcaraz tra le insidie sull’erba e le gerarchie del cemento californiano
Sinner torna ad Halle. C’è un titolo da difendere e l’esordio all’Atp 500 sarà contro un qualificato, un avvio all’apparenza morbido che nasconde però un tabellone decisamente complicato. Le vere spine per il numero uno al mondo arriveranno già al secondo turno, dove ad attenderlo potrebbe esserci Aleksandr Bublik. Il kazako, attualmente numero 43 del ranking, sull’erba si trasforma e vale molto più di quanto dica la classifica. Giocatore a dir poco imprevedibile e in ottima forma, ha da poco raggiunto i quarti al Roland Garros arrendendosi proprio all’altoatesino. Curiosamente, la sua unica vittoria in carriera contro Jannik è arrivata proprio sull’erba tedesca due anni fa. Certo, parliamo di un Sinner lontano parente di quello attuale, costretto al ritiro sotto 2-0 nel secondo set per noie fisiche. Diciamo solo che l’urna poteva essere decisamente più benevola.
Guardando oltre, il cammino del campione in carica non si fa più semplice. Ai quarti l’incrocio probabile è con il ceco Machac o con il polacco Hurkacz, già affrontato in finale lo scorso anno. In un’ipotetica semifinale si profilano i nomi di Rublev, Auger-Aliassime o Khachanov, per poi arrivare all’ultimo atto contro la testa di serie numero due Alexander Zverev o, in alternativa, Daniil Medvedev.
Ad Halle l’Italia schiera anche altre pedine nel tabellone principale. Flavio Cobolli aprirà le danze contro Joao Fonseca, Luciano Darderi si ritrova subito la montagna Stefanos Tsitsipas da scalare, mentre Lorenzo Sonego incrocerà la racchetta con Struff. Sinner resta il grande favorito del torneo, ma c’è parecchia curiosità nel vedere come reagirà il fisico e la mente dopo la maratona di cinque set persa in finale a Parigi contro Carlos Alcaraz.
Le scelte di Carlitos e le incognite londinesi
A proposito del fuoriclasse spagnolo, il suo avvicinamento a Wimbledon passerà per Londra. Giocherà il Queen’s, torneo che ha già messo in bacheca nel 2023. Reduce da qualche giorno di stacco a Ibiza, il numero due del mondo debutterà nel derby contro Davidovich Fokina. Il tabellone disegna un possibile quarto di finale ad altissima tensione contro Ben Shelton. Per l’eventuale rivincita su Jack Draper, che dodici mesi fa lo estromise clamorosamente al secondo turno, Alcaraz dovrà invece aspettare un’ipotetica finale.
Indian Wells: cambiano gli equilibri nel deserto
Questa rivalità a distanza tra l’italiano e lo spagnolo ci riporta immancabilmente alle dinamiche dei grandi appuntamenti sul cemento. Prendiamo Indian Wells. Per buona parte degli ultimi tre anni, ogni volta che si sono iscritti allo stesso torneo sono partiti alla pari, da co-favoriti assoluti. Ora che si ritrovano come prime due teste di serie nel deserto californiano, l’aria che si respira è diversa. Alcaraz ha scavato un solco importante grazie ai trionfi agli US Open e agli Australian Open. Lo spagnolo ha già vinto due volte da queste parti e gode dei favori del pronostico; l’azzurro, che qui non si è mai spinto oltre i quarti, parte invece un passo indietro.
Tutto sembra girare a favore di Carlitos nel primo quarto del tabellone. I numeri parlano chiaro: un immacolato 12-0 in questo 2026 e un impressionante 27-1 negli ultimi quattro Major. Torna in uno dei suoi palcoscenici preferiti e viene naturale chiedersi se qualcuno nella sua porzione di tabellone abbia anche solo una mezza speranza di fermarlo. Alex De Minaur, seconda forza di questo spicchio, ha un impietoso bilancio di 0-6 contro lo spagnolo. Bublik ha senza dubbio il talento per far saltare il banco, ma per sfidarlo dovrebbe prima raggiungere i quarti, traguardo mai centrato in California. Casper Ruud ama i campi in cemento lenti e in passato ha dato vita a grandi battaglie con Alcaraz, però ha avuto un inizio di stagione abbastanza opaco. Botic Van de Zandschulp, possibile avversario al terzo turno, vanta forse il curriculum più interessante, avendo battuto il murciano agli US Open due anni fa. Da tenere d’occhio anche la wild card Michael Zheng, originario del New Jersey e studente all’ultimo anno della Columbia University, che se la vedrà con il francese Arthur Cazeaux.
Il terzo quarto: la terra di nessuno
Se la parte alta sembra a senso unico, il terzo quarto è un vero e proprio enigma aperto a qualsiasi scenario. Alexander Zverev e Lorenzo Musetti guidano il seeding in questa zona, ma il feeling con il deserto è per entrambi rivedibile. Il tedesco viaggia con un record di 13 vittorie e 9 sconfitte a Indian Wells e non è mai andato oltre i quarti di finale. Il toscano fa persino peggio, fermo a un bilancio di 3-5 e mai capace di superare il terzo turno.
Chi potrebbe infilarsi in questo varco? Flavio Cobolli è un nome caldo, fresco vincitore del titolo di Acapulco dopo aver piegato Frances Tiafoe in finale. La sfortuna vuole che i due potrebbero scontrarsi nuovamente già al terzo turno. Attenzione poi a Félix Auger-Aliassime. Nell’ultimo mese il canadese ha cambiato marcia portando a casa un titolo, una finale e una semifinale. Il tabellone lo proietta verso un possibile incrocio al terzo turno con Andrey Rublev, che però arriva direttamente da Dubai, dove era impegnato con Medvedev.
Doppietta McLaren in Ungheria, ma Stella ammette: “Gestire Norris e Piastri è difficile”
Le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria si tingono dei colori della McLaren, con una prima fila monopolizzata dal team di Woking. Lando Norris ha conquistato una strepitosa pole position, seguito a ruota dal compagno di squadra Oscar Piastri. Un risultato eccezionale che, tuttavia, arriva in un momento delicato per la scuderia, alle prese con la crescente rivalità interna tra i suoi due piloti, come emerso chiaramente nel precedente Gran Premio di Singapore.
La Consacrazione in Ungheria
Sulla pista dell’Hungaroring, Norris ha fermato il cronometro sull’1:15.227, precedendo di un soffio Piastri. Alle loro spalle si è piazzato il leader del mondiale, Max Verstappen su Red Bull, che completa la top 3. Buona la prestazione di Carlos Sainz, che con la sua Ferrari ha agguantato la quarta posizione, mettendosi davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton. Più attardato l’altro ferrarista, Charles Leclerc, solo sesto. Le qualifiche si sono rivelate invece deludenti per Sergio Perez (16°), finito a muro nel Q1, e George Russell (17°).
Le Scintille di Singapore e la Gestione del Team
Questo successo arriva mentre il team principal, Andrea Stella, ha ammesso le “difficoltà” nel gestire la coppia di piloti, specialmente dopo lo scontro avvenuto nel Gran Premio di Singapore. Sul circuito di Marina Bay, Norris ha superato Piastri con una manovra aggressiva nelle prime curve, dopo aver leggermente toccato la Red Bull di Verstappen. La collisione tra i compagni di squadra, seppur lieve, ha scatenato l’ira dell’australiano.
Punti di Vista Opposti e la Fiducia in Gioco
Piastri si è lamentato via radio, ritenendo la manovra contraria alla regola fondamentale del team: evitare contatti tra compagni. Norris, dal canto suo, ha difeso la sua azione, affermando: “Se mi si accusa per essermi infilato in un ampio spazio, allora non si dovrebbe essere in Formula 1. Non c’era nulla di sbagliato in quello che ho fatto”.
Stella ha confermato che il team non ha ritenuto Norris colpevole nell’immediato, attribuendo il contatto alla carambola con Verstappen, ma ha sottolineato l’importanza di un’analisi approfondita. “La revisione deve essere dettagliata e analitica”, ha dichiarato Stella. “In gioco non ci sono solo i punti del campionato, ma la fiducia dei nostri piloti e il modo in cui operiamo come squadra”.
La Filosofia del “Lasciarli Correre”
La gestione dei piloti McLaren si rivela sempre più complessa man mano che la lotta per il titolo si intensifica. La scuderia cerca di mantenere fede al principio di “lasciarli correre” (let them race), pur intervenendo per garantire l’equità, come accaduto a Monza quando a Piastri è stato chiesto di cedere la posizione a Norris. Tuttavia, Stella ha riconosciuto la complessità della situazione: “Quando si corre come una squadra, gli interessi dei due piloti non possono essere identici. Vogliamo proteggere questo concetto, ma sappiamo che non appena lo adotti, affronti delle difficoltà“.
La Griglia di Partenza Completa del GP d’Ungheria
Di seguito la griglia di partenza completa del Gran Premio d’Ungheria:
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1ª Fila
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Lando Norris (McLaren) – 1:15.227
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Oscar Piastri (McLaren) – 1:15.249
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2ª Fila 3. Max Verstappen (Red Bull) – 1:15.273 4. Carlos Sainz (Ferrari) – 1:15.696
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3ª Fila 5. Lewis Hamilton (Mercedes) – 1:15.854 6. Charles Leclerc (Ferrari) – 1:15.905
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4ª Fila 7. Fernando Alonso (Aston Martin) – 1:16.043 8. Lance Stroll (Aston Martin) – 1:16.244
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5ª Fila 9. Daniel Ricciardo (RB) – 1:16.447 10. Yuki Tsunoda (RB) – 1:16.477
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6ª Fila 11. Nico Hülkenberg (Haas) – 1:16.317 12. Valtteri Bottas (Kick Sauber) – 1:16.384
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7ª Fila 13. Alexander Albon (Williams) – 1:16.429 14. Logan Sargeant (Williams) – 1:16.543
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8ª Fila 15. Kevin Magnussen (Haas) – 1:16.548 16. Sergio Perez (Red Bull) – 1:17.886
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9ª Fila 17. George Russell (Mercedes) – 1:17.968 18. Guanyu Zhou (Kick Sauber) – 1:18.037
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10ª Fila 19. Esteban Ocon (Alpine) – 1:18.049 20. Pierre Gasly (Alpine) – 1:18.166
Tour de France: Trionfo di Paret-Peintre sul Mont Ventoux
Una Vittoria Memorabile per la Francia
Valentin Paret-Peintre ha mantenuto la calma sotto il sole cocente e ha regalato alla Francia la sua prima vittoria nell’edizione attuale del Tour de France, imponendosi nell’impegnativa sedicesima tappa con arrivo sulla temibile vetta del Mont Ventoux.
Sprint Finale Decisivo e Leadership Confermata
Il corridore della Soudal-Quick Step ha avuto la meglio sull’irlandese Ben Healy grazie a uno sprint mozzafiato proprio sul “Gigante della Provenza”. Nel frattempo, Tadej Pogacar ha conservato la maglia gialla di leader, riuscendo a non perdere mai di vista il suo principale rivale, Jonas Vingegaard, durante la lunga ascesa di 21,5 chilometri con una pendenza media del 7,5%.
Nel computo generale, il campione in carica Pogacar ha incrementato il suo vantaggio di altri due secondi, portando il margine su Vingegaard a 4 minuti e 15 secondi grazie a uno sprint finale in salita in cui ha avuto la meglio sul danese. Il tedesco Florian Lipowitz, che non è riuscito a seguire Vingegaard nell’attacco lanciato a circa 9 km dal traguardo, rimane terzo a 9 minuti e 3 secondi, consolidando la sua posizione rispetto all’inglese Oscar Onley, ora quarto a 2 minuti e 1 secondo di distacco.
La Strategia Vincente di Paret-Peintre
Dopo il traguardo, Paret-Peintre ha raccontato alla televisione francese tutta la sua emozione: “È qualcosa di straordinario, ma non era questo il piano iniziale! Credevo davvero che Pogacar volesse vincere oggi e che avrebbe controllato la corsa. Mi sono detto che, se ci fosse stato un gruppo numeroso, avrei potuto farne parte, ma non mi ero focalizzato troppo sulla partenza, pensando che la giornata sarebbe stata buona per una fuga.”
La svolta è arrivata quando Paret-Peintre ha visto chi lo accompagnava nell’azione decisiva. “Quando ci siamo trovati davanti con Sivakov e un altro corridore dell’UAE, ho capito che loro avrebbero giocato le loro carte, quindi noi dovevamo fare altrettanto. Mi sentivo in grande forma e, avendo due compagni di squadra, ho capito che potevo davvero puntare al successo.”
Una Vittoria Carica di Emozioni
Il francese ha sottolineato la straordinarietà della sua impresa: “Non riesco a crederci! Vincere una tappa al Tour è già incredibile, ma farlo sul Mont Ventoux ha un sapore ancora più speciale. Negli ultimi metri mi ripetevo che non potevo mollare, nemmeno negli ultimi cento metri quando Ben Healy sembrava imprendibile. Mi sono detto che dovevo provarci fino in fondo, senza arrendermi.”
Vingegaard Determinato a Rilanciare la Sfida
Jonas Vingegaard, dal canto suo, ha commentato la tappa riconoscendo la forza di Pogacar: “Oggi mi sono sentito davvero bene e sono soddisfatto delle sensazioni. Anche se non sono riuscito a guadagnare tempo, torno a casa con una grande motivazione. Il nostro obiettivo era inserire qualcuno nella fuga e tutta la squadra ha dato il massimo. Ognuno ha fatto la sua parte in maniera esemplare, quindi voglio ringraziare tutti i miei compagni.”
“Pogacar ha risposto a ogni mio attacco, e io ho fatto altrettanto con lui. Non ho visto particolari punti deboli oggi, ma almeno questa tappa mi dà fiducia. Come ho detto, continuerò a provarci.”
Scossa a Le Mans: la Ferrari 499P #50 squalificata dopo il traguardo
Colpo di scena amaro per la Scuderia Ferrari al termine della 24 Ore di Le Mans 2025. La vettura numero 50, una Ferrari 499P guidata da Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, è stata ufficialmente squalificata dopo non aver superato i controlli tecnici post-gara. Il motivo della decisione riguarda un’irregolarità legata all’alettone posteriore, che secondo i delegati tecnici della FIA e dell’ACO si sarebbe deformato oltre i limiti consentiti dal regolamento.
Nel dettaglio, i commissari hanno riscontrato due violazioni tecniche. Primo, mancavano quattro bulloni sul supporto dell’alettone posteriore. Secondo, l’alettone stesso si è piegato di 52 millimetri durante le misurazioni effettuate dopo la gara, quando il regolamento prevede una tolleranza massima di soli 15 millimetri. Ferrari ha spiegato che la deformazione sarebbe dovuta proprio all’assenza di quei bulloni, una mancanza notata da un meccanico durante l’ultima sosta ai box avvenuta alle 15:23. Tuttavia, per via della rapidità dell’intervento, il componente non è stato sostituito.
Nel mondo delle corse, una modifica anche minima dell’aerodinamica può influenzare notevolmente la prestazione del veicolo, in particolare aumentando la velocità massima grazie alla riduzione della resistenza dell’aria. Proprio in questo senso, è stato osservato che la Ferrari #50 ha raggiunto il suo picco di velocità nel corso del giro 380 su 387, ovvero poco prima della conclusione della corsa. Tuttavia, la squadra ha sostenuto che tale variazione non avrebbe comportato alcun reale vantaggio in termini di performance.
La squalifica ha comportato una riorganizzazione dell’ordine d’arrivo: tutti i veicoli inizialmente classificati dietro la Ferrari #50 avanzano di una posizione. Il quarto posto passa così nelle mani del prototipo Cadillac V-Series.R condotto da Alex Lynn, Norman Nato e Will Stevens. Oltre alla perdita della posizione finale, alla vettura numero 50 vengono annullati anche tutti i punti ottenuti in gara, sia per quanto riguarda la classifica piloti che quella costruttori. Un duro colpo per Ferrari, che si ritrova ora penalizzata nella corsa al titolo mondiale.
La FIA ha comunque concesso a Ferrari il diritto di presentare appello contro la decisione. Al momento, resta da vedere se la Scuderia sceglierà di percorrere questa strada o se accetterà l’esito del controllo tecnico. Quel che è certo è che la 24 Ore di Le Mans 2025 continuerà a far discutere ben oltre la bandiera a scacchi.
Yamaha pronta a introdurre un nuovo motore al GP di Francia 2025
Yamaha si prepara a portare importanti novità in pista nel Gran Premio di Francia 2025, in programma questo fine settimana. La casa giapponese introdurrà infatti un nuovo motore sulla YZR-M1, come confermato direttamente dal pilota del team Monster Energy Yamaha, Fabio Quartararo.
“Dobbiamo concentrarci sul lavoro del weekend. I risultati positivi ottenuti durante la gara e nei test a Jerez sono stati una bella spinta per il team, e sono curioso di vedere come si comporterà questa nuova specifica del motore a Le Mans,” ha dichiarato Quartararo. “Sono molto entusiasta di iniziare,” ha aggiunto il pilota francese.
Il nuovo propulsore che Yamaha utilizzerà nel GP di Francia non sarà ancora il tanto vociferato motore V4 attualmente in fase di sviluppo. L’azienda nipponica ha invece optato per una versione aggiornata del motore quattro cilindri in linea, una configurazione che ha accompagnato la M1 negli ultimi anni ma ora in veste più evoluta.
Anche il compagno di squadra di Quartararo, lo spagnolo Alex Rins, ha espresso ottimismo nei confronti della nuova unità motrice. Le sue sensazioni positive si basano sui risultati dei test di Jerez, dove ha ottenuto il quarto miglior tempo, subito alle spalle di Quartararo.
“Abbiamo fatto dei passi avanti durante i test della scorsa settimana a Jerez,” ha affermato Rins. “Ora potremo mettere nuovamente alla prova le nostre scoperte a Le Mans. Questo GP sarà fondamentale per raccogliere dati, così da affrontare al meglio il test privato di Misano in programma la prossima settimana,” ha spiegato il pilota.
Il fine settimana in arrivo avrà un significato particolare per Fabio Quartararo, che correrà davanti al pubblico di casa. Il GP di Francia rappresenta infatti una tappa molto sentita dal campione del mondo 2021.
“Le Mans ha sempre un valore speciale per me: è la mia gara di casa, e ci saranno tantissimi tifosi pronti a sostenermi. Non importa quante volte ci sia passato, ogni volta ho i brividi quando il pubblico canta l’inno nazionale prima del via,” ha raccontato emozionato Quartararo, soprannominato “El Diablo”.
Con il supporto del pubblico francese e il nuovo motore a disposizione, Yamaha spera di compiere un passo importante nel suo percorso di sviluppo, cercando di tornare ai vertici della MotoGP.
Salernitana e Sassuolo pareggiano: rimonta granata nel finale, ma il punto serve a poco
Allo stadio Arechi di Salerno va in scena una sfida che lascia l’amaro in bocca a entrambe le squadre. Salernitana e Sassuolo si dividono la posta in palio con un 2-2 che, alla luce della situazione in classifica, non accontenta nessuno. I neroverdi si vedono sfuggire una vittoria già in tasca, mentre i granata salvano almeno l’orgoglio con una reazione nel secondo tempo.
Il Sassuolo parte forte e domina il primo tempo. Dopo che il VAR annulla una rete a Pinamonti per fuorigioco di Defrel, i ragazzi di Ballardini sbloccano il punteggio con Laurienté, abile a finalizzare una ripartenza letale orchestrata da Bajrami. Poco dopo, lo stesso Bajrami approfitta di un clamoroso errore difensivo tra Costil e Pirola per firmare il raddoppio. La Salernitana, in grande difficoltà, fatica a reagire e va negli spogliatoi sotto di due reti.
Nella ripresa, Colantuono cambia volto alla sua squadra, inserendo Zanoli per Gomis e aumentando la pressione offensiva. I granata accorciano le distanze al 52’, grazie a un rigore realizzato con freddezza da Candreva, dopo un contatto dubbio in area tra Ferrari e Tchaouna.
Il Sassuolo avrebbe più volte la possibilità di chiudere i conti: Pinamonti e Laurienté sprecano due grandi occasioni a tu per tu con Costil, che tiene in vita i suoi. E come spesso accade nel calcio, chi sbaglia paga. In pieno recupero, al 91’, Zanoli sfonda sulla destra e serve al centro un pallone perfetto per Maggiore, che insacca e firma il 2-2, completando la rimonta.
I minuti finali vedono ancora il Sassuolo tentare il colpo grosso con Ferrari e Pinamonti, ma Costil salva nuovamente il risultato. Non mancano i momenti concitati: proteste, cartellini gialli per Racic e Vignato, e una rete di Maggiore convalidata dopo un rapido controllo VAR.
Con questo pareggio, entrambe le squadre proseguono nel loro momento negativo e restano invischiate nella zona bassa della classifica. Un punto che non basta, ma che testimonia le fragilità strutturali di due squadre incapaci di gestire un vantaggio o di costruire una partita solida.
Nel prossimo turno, la Salernitana farà visita alla Lazio, mentre il Sassuolo sarà impegnato in un test difficile contro il Milan. Entrambe dovranno necessariamente cambiare marcia per sperare nella salvezza.
Calendario Lecce 2024/2025: una stagione tra alti e bassi per i giallorossi
La stagione 2024/2025 del Lecce in Serie A è iniziata con molte aspettative, ma fin dalle prime giornate si è rivelata un percorso complesso, fatto di alti e bassi, tra risultati incoraggianti e sconfitte pesanti.
Il debutto in campionato è stato tutt’altro che positivo: il 24 agosto, i salentini hanno subito una netta sconfitta casalinga per 0-4 contro un’Atalanta in grande forma. Una settimana dopo, il 31 agosto, il Lecce ha affrontato l’Inter a San Siro, dove ha subito un altro ko per 2-0. La prima gioia della stagione è arrivata il 15 settembre, quando i giallorossi hanno battuto il Cagliari 1-0 davanti al proprio pubblico.
Il 21 settembre, la trasferta contro il Torino è terminata con uno 0-0 che ha mostrato una buona tenuta difensiva. Il 27 settembre, il Lecce ha pareggiato 2-2 in casa contro il Parma, una gara ricca di emozioni e ribaltamenti di fronte.
Tuttavia, le partite successive hanno mostrato le difficoltà della squadra nel mantenere continuità: il 5 ottobre il Milan ha vinto con un secco 3-0 a San Siro, mentre il 20 ottobre, contro l’Udinese, il Lecce ha strappato un’altra importante vittoria per 1-0. Ma il 26 ottobre è arrivata una pesantissima sconfitta casalinga contro la Fiorentina per 6-0, una delle più dure della stagione.
Tra ottobre e dicembre, i salentini hanno alternato prestazioni convincenti e momenti difficili: una vittoria contro il Napoli il 29 ottobre (1-0), un successo contro il Verona il 2 novembre (1-0), ma anche sconfitte contro Bologna (0-1) e Roma (1-4). Da segnalare anche il pareggio per 1-1 contro la Juventus il 7 dicembre, che ha dato una boccata d’ossigeno alla classifica.
La fine del 2024 ha visto il Lecce chiudere l’anno con un’importante vittoria contro il Monza (2-1) il 21 dicembre, seguita da una sconfitta di misura contro la Lazio (1-2) il 30 dicembre.
Nel nuovo anno, la squadra ha iniziato il 2025 con una sconfitta a Como (0-2), un pareggio con il Genoa (0-0) e un’importante vittoria a Empoli (3-1) il 19 gennaio. Tuttavia, la forma in trasferta è rimasta altalenante, come dimostrano le sconfitte contro il Cagliari (1-4) e contro l’Inter in casa (0-4).
Febbraio ha confermato le difficoltà offensive dei giallorossi, con tre partite consecutive senza reti: 0-0 contro il Bologna, 0-0 contro il Monza e sconfitta per 0-1 in casa contro l’Udinese.
A marzo, il Lecce ha ottenuto un’importante vittoria contro il Milan per 2-3, purtroppo seguita da una sconfitta contro il Genoa (1-2). Il mese si chiuderà il 29 marzo con la sfida interna contro la Roma.
Le ultime giornate del campionato vedranno il Lecce affrontare Roma, Venezia, Juventus e Como tra aprile e inizio maggio. Successivamente, i giallorossi sfideranno Atalanta, Napoli e Verona, prima di concludere la stagione con due partite che potrebbero essere decisive per la classifica finale: Lecce-Torino il 25 maggio e Lazio-Lecce nella giornata conclusiva.
Con una stagione caratterizzata da risultati altalenanti, il Lecce dovrà lottare fino all’ultima giornata per mantenere la categoria e raggiungere l’obiettivo salvezza. I prossimi incontri saranno cruciali per capire il destino della squadra allenata da D’Aversa.
Sinner-Alcaraz: Finale Epica a Pechino
La finale dell’ATP 500 di Pechino ha regalato uno spettacolo indimenticabile agli appassionati di tennis. Carlos Alcaraz e Jannik Sinner si sono sfidati in un match memorabile che ha consacrato ulteriormente la loro rivalità. Dopo più di due anni dall’ultima finale disputata a Umago, i due giovani campioni hanno offerto una partita di altissimo livello, culminata con la vittoria dello spagnolo in tre set combattutissimi.
Un Duello di Giganti
La sfida, attesa con grande trepidazione, non ha deluso le aspettative. Alcaraz è stato quasi ingiocabile in alcuni momenti, ma ha dovuto lottare fino al tie-break decisivo per battere un Sinner mai domo. Nonostante la sconfitta, l’italiano esce a testa alta: ha giocato un tennis di altissimo livello, recuperando svantaggi e mantenendo alta l’intensità per tutta la partita.
Dall’altra parte della rete, Alcaraz ha dimostrato ancora una volta di essere un campione straordinario, capace di ribaltare situazioni difficili. Il match si è deciso su pochi punti cruciali, con lo spagnolo che ha prevalso grazie a una maggiore freddezza nei momenti decisivi.
Cronaca della Partita
Il primo set è iniziato con grande intensità. Alcaraz ha ottenuto il primo break portandosi sul 3-1 grazie alla sua straordinaria velocità e potenza. Sinner, però, non si è arreso e ha trovato il modo di rientrare in partita, recuperando fino al 5-5. Dopo un finale combattuto, l’italiano ha mostrato sangue freddo e ha chiuso il tie-break per 8-6, conquistando il primo set.
Nel secondo set, Sinner ha mantenuto alto il livello del suo gioco, ma Alcaraz ha risposto colpo su colpo. I due tennisti si sono sfidati in scambi intensi e prolungati, ma alla fine è stato lo spagnolo a spuntarla, sfruttando un momento di calo del suo avversario per chiudere il set per 6-4.
L’Atto Finale
Il terzo set è stato il più equilibrato e spettacolare. Entrambi i giocatori hanno lottato punto su punto, offrendo colpi straordinari e difese eroiche. Sinner è riuscito a ottenere un break, ma Alcaraz ha ribaltato la situazione grazie a una serie di punti impressionanti nel tie-break finale. Con sette punti consecutivi dal 0-3, lo spagnolo ha chiuso il match con il punteggio di 7-6.
Un Nuovo Capitolo per il Tennis
Questa partita entra di diritto nella storia del tennis moderno. Alcaraz e Sinner hanno mostrato che il futuro di questo sport è nelle loro mani. La loro rivalità promette ancora grandi battaglie e momenti di pura emozione per i tifosi di tutto il mondo. Pechino 2024 resterà una data indimenticabile nella loro carriera e un punto di riferimento per il tennis internazionale.