La Sampdoria ipoteca la salvezza: 2-0 alla Salernitana nell’andata dei playout
Il messaggio della gradinata del Ferraris non ammetteva repliche. Uno striscione eloquente, “Manfredi, dirigenti competenti e basta fallimenti”, ha accolto le squadre in campo all’ingresso sul prato verde. L’urgenza di mantenere la categoria si respirava nell’aria. Dopo un mese di attesa snervante dovuto al caso Brescia, è andato finalmente in scena il primo atto di questo drammatico playout di Serie B. Ad avere la meglio è stata la Sampdoria. I ragazzi guidati da Evani si sono imposti per 2-0, compiendo un passo enorme verso la permanenza nel campionato cadetto e spingendo inevitabilmente i campani sull’orlo della Serie C.
Spinta offensiva e il timbro di Meulensteen
Fin dai primissimi istanti, i padroni di casa hanno messo sul piatto tutta la loro determinazione. L’obiettivo era azzannare subito la partita. Il tecnico doriano ha scommesso sul tandem offensivo formato da Coda e Sibilli, e proprio quest’ultimo si è rivelato un autentico incubo per la retroguardia ospite. Dopo aver disorientato la difesa avversaria con una finta pregevole, il numero 33 ha però clamorosamente fallito il bersaglio. Non si è arreso. Al minuto 24 ci ha riprovato con una conclusione potentissima, trovando sulla sua strada un riflesso prodigioso di Christensen. La svolta è maturata al 39′. Ferrari ha pennellato un cross perfetto da calcio d’angolo e Meulensteen, curiosamente già letale per i granata nella sfida di maggio, ha svettato di testa insaccando il pallone dell’1-0.
Scintille nel finale e il raddoppio
Nella ripresa la formazione ligure ha saputo gestire il prezioso vantaggio, decidendo di colpire in modo definitivo solo nei minuti conclusivi. Una provvidenziale zampata di Curto ha chiuso i conti. Gli istanti finali della gara di Marassi sono stati però macchiati da un fortissimo nervosismo, sfociato in due inevitabili espulsioni: prima ha dovuto abbandonare il campo Borini per la Sampdoria, seguito a ruota da Stojanovic per gli ospiti. Il fischio dell’arbitro è arrivato poi coperto dagli applausi scroscianti del pubblico genovese.
L’ardua missione all’Arechi
Tra soli cinque giorni, lo stadio Arechi di Salerno si trasformerà nel teatro dell’ultimo, definitivo verdetto. La Salernitana si trova di fronte a una montagna quasi impossibile da scalare. Per ribaltare la situazione e salvarsi, ai granata servirà un’impresa assoluta: dovranno vincere con almeno due reti di scarto, forti del fatto che in caso di parità complessiva al termine del doppio confronto la spunterebbe la formazione di Marino. Servirà però una prestazione sideralmente lontana da quella opaca vista stasera. L’allenatore dovrà fare affidamento sull’esperienza e sull’orgoglio dell’intera rosa. Dagli estremi difensori come Pietro Terracciano e Thomas Strakosha, passando per i veterani della linea arretrata tra cui Raffaele Schiavi, Trevor Trevisan e Alessandro Tuia. A centrocampo, i muscoli e la corsa di elementi come Davide Moro, Andrea Bovo e Manolo Pestrin dovranno supportare l’estro di giocatori come Ronaldo e Leonardo Gatto. In attacco, il peso disperato della rimonta graverà sulle spalle di Alfredo Donnarumma, Antonio Zito, Sergiu Bus e dell’australiano Ikonomidis. L’appuntamento è fissato a venerdì: non ci sono più prove d’appello.