LeBron James nella storia: supera Abdul-Jabbar per canestri realizzati, ma i Lakers cadono a Denver
A quarantun anni suonati, LeBron James continua a riscrivere inesorabilmente i libri di storia della NBA. Giovedì notte, durante la sfida contro i Denver Nuggets, il fuoriclasse dei Los Angeles Lakers ha superato Kareem Abdul-Jabbar diventando il leader di tutti i tempi per canestri dal campo realizzati in carriera. Un traguardo a dir poco monumentale, che tuttavia ha assunto un sapore decisamente agrodolce a causa di una sconfitta per 120-113 e di un preoccupante infortunio al braccio che ha finito per rovinare la festa.
Il tiro del sorpasso Il momento esatto in cui la storia della pallacanestro ha cambiato pagina è arrivato a soli dodici secondi dal termine del primo quarto. James ha mandato a bersaglio il suo terzo tiro della serata, un classico jumper in virata da circa quattro metri eludendo la marcatura di Zeke Nnaji. Quel pallone scivolato dolcemente nella retina rappresentava il suo canestro numero 15.838, superando così i 15.837 accumulati da Abdul-Jabbar nel corso di una carriera ventennale conclusasi nel 1989. Subito dopo la giocata, l’NBA ha pubblicato sui propri canali la conferma ufficiale del nuovo record. A guardare tutti dall’alto verso il basso ci sono ora loro due, mentre al terzo posto, molto distanziato in questa élite del basket, rimane Karl Malone con 13.528 canestri.
Le cifre di un dominio assoluto Questo nuovo primato aggiunge un ulteriore, pesantissimo tassello a una carriera che semplicemente non ha eguali. Già nel febbraio del 2023, James aveva strappato allo stesso Abdul-Jabbar lo scettro di miglior marcatore di sempre della lega, e appena un anno fa aveva superato l’incredibile barriera dei 50.000 punti complessivi tra stagione regolare e playoff. Adesso, a distanza di tre anni da quel fatidico sorpasso nei punti, nessuno nella storia di questo sport ai massimi livelli ha segnato più tiri di lui.
Mettendo a confronto le statistiche dei due campioni emergono filosofie di gioco ben diverse. Abdul-Jabbar, un vero e proprio virtuoso del post basso famoso per il suo letale gancio cielo, ha chiuso la carriera con un impressionante 55,9% al tiro su 28.307 tentativi, di cui appena 18 scoccati da oltre l’arco dopo l’introduzione del tiro da tre punti a metà del suo percorso sportivo. James, dal canto suo, viaggia con il 51,6% ma con un volume di gioco nettamente superiore: 31.274 tentativi, compresi oltre 7.500 tiri dalla lunga distanza.
Brian Martin di NBA.com ha inquadrato perfettamente la portata dell’evento, ricordando come il record di Kareem fosse il punto di riferimento incontrastato da quasi quattro decenni. Tutto è iniziato ventitré anni fa, quando un diciottenne LeBron segnò il suo primissimo canestro con un tiro in sospensione dalla linea di fondo. Fu il primo di dodici tiri realizzati in un debutto esplosivo, gettando le basi di un’evoluzione continua passata anche per il suo cinquemillesimo canestro, festeggiato nel gennaio del 2010 ai tempi dei Miami Heat. Fino ad oggi, solo 235 giocatori nella storia sono riusciti a raggiungere quota 5.000.
L’infortunio e l’amarezza a fine gara Purtroppo per l’ambiente losangelino, la magia della serata si è bruscamente interrotta a quattro minuti dalla sirena finale. In un frangente cruciale, con i Lakers sotto di sole quattro lunghezze sul punteggio di 110-106, James è franato a terra dopo un duro contatto in sottomano con Nikola Jokic. Ha cercato di attutire la caduta con il braccio destro, finendo però per infortunarsi al gomito sinistro. Nonostante l’assenza di fischi da parte degli arbitri, che avrebbero giudicato “marginale” il contatto, il giocatore ha accusato un forte dolore, descrivendolo poi come la classica e fastidiosa botta al nervo del gomito.
Rientrato in campo negli ultimi due minuti dopo un rapido passaggio in panchina, James non ha potuto fare molto per ribaltare l’inerzia della gara, con i Nuggets bravi a blindare una vittoria condotta praticamente dall’inizio alla fine. Nonostante il dolore e la delusione per la sconfitta, ha comunque offerto una prestazione solida e a tutto tondo, mettendo a referto 16 punti tirando con 7 su 11, conditi dal massimo di squadra di 8 assist, 3 palle rubate e una stoppata fondamentale.
Le parole del Re Presentatosi davanti ai giornalisti, era evidente come il dolore fisico e la rabbia per il risultato gli impedissero di apprezzare appieno la sua impresa da record. Ha confessato in modo molto candido di non riuscire a metabolizzare il traguardo raggiunto, ammettendo che i suoi unici pensieri in quel momento erano rivolti al gomito dolorante e alla sconfitta appena subita.
Eppure, trovando il tempo di riflettere sul suo posto tra le leggende della pallacanestro, ha lasciato trasparire l’emozione per il lungo percorso affrontato fin da ragazzino. Essere affiancato ai giocatori che ammirava leggendo le riviste e guardando le partite in TV lo riempie di orgoglio. Ha spiegato che il suo grande desiderio, qualora fosse riuscito a entrare nell’NBA, era proprio quello di meritarsi un posto tra i grandi facendo le cose nel modo giusto. Pur non avendo mai avuto questo specifico record tra i suoi obiettivi primari, James ha riconosciuto l’importanza della serata, ammettendo che, nonostante l’epilogo amaro della partita, si tratta senza dubbio di un’impresa incredibile.
L’esordio promettente di Cooper Flagg
L’attesa è quasi finita: il debutto ufficiale di Cooper Flagg in NBA è ormai alle porte. Lunedì notte, Flagg ha disputato la sua prima partita di preseason con i Dallas Mavericks, pochi mesi dopo essere stato selezionato come prima scelta assoluta al draft. Nonostante sia rimasto in campo solo per 14 minuti, il suo contributo è stato fondamentale nella vittoria per 106-89 contro gli Oklahoma City Thunder alla Dickies Arena di Fort Worth, Texas. Dopo un inizio un po’ lento, i primi punti di Flagg sono arrivati nel secondo quarto con uno spettacolare layup acrobatico in mezzo al traffico. Meno di un minuto dopo, ha confermato il suo talento mettendo a segno una tripla dal palleggio. Anche prima di iniziare a segnare, Flagg è apparso subito a suo agio, servendo a Dwight Powell l’assist per una schiacciata facile dopo aver gestito il contropiede. All’intervallo, il suo tabellino segnava già 10 punti e 6 rimbalzi con un 3 su 6 dal campo, mentre i Mavericks avevano accumulato un vantaggio di 26 punti.
Un nuovo inizio dopo una stagione difficile
Questa prestazione, sebbene in una partita non ufficiale, rappresenta un passo cruciale per Flagg prima dell’inizio della sua carriera in NBA, previsto per il 22 ottobre contro i San Antonio Spurs di Victor Wembanyama. Flagg ha dominato al college con Duke, dove ha vinto il premio di National Player of the Year e ha trascinato i Blue Devils fino alle Final Four, con una media di 19,2 punti e 7,5 rimbalzi a partita. La sua scelta è arrivata a sorpresa per i Mavericks, che, pochi mesi dopo il caotico addio alla superstar Luka Dončić, hanno vinto la lotteria del Draft per la prima volta nella loro storia, pur avendo solo l’1,8% di possibilità. La scorsa stagione, i Mavericks hanno chiuso con un record di 39-43, crollando visibilmente dopo la cessione di Dončić e affrontando infortuni gravi, come la rottura del legamento crociato anteriore di Kyrie Irving, il cui rientro è previsto a metà stagione.
Klay Thompson e le ambizioni da titolo
Una voce autorevole all’interno dello spogliatoio è quella di Klay Thompson, uno che di vittorie in NBA se ne intende. Con quattro titoli vinti con i Golden State Warriors, Thompson sa cosa serve per arrivare fino in fondo. Insieme a lui, i Mavericks possono contare sull’esperienza di altri due campioni: Anthony Davis, che ha vinto un titolo con i Lakers nel 2020, e Kyrie Irving, campione nel 2016 contro gli stessi Warriors di Thompson. Ma una squadra guidata da due veterani come Davis e Irving, entrambi sopra i 32 anni e spesso soggetti a infortuni, insieme a una matricola come Cooper Flagg, ha davvero la possibilità di puntare al titolo in una Western Conference così competitiva? Secondo Thompson, la risposta è un sì convinto.
Una nuova identità per i Mavericks
L’ottimismo di Thompson si basa sul potenziale difensivo della squadra. «Non c’è motivo per cui non possiamo essere la miglior difesa della lega», ha dichiarato a The Athletic. «Nella mia esperienza, per vincere servono giocatori capaci di incidere su entrambi i lati del campo. E noi li abbiamo». Questa filosofia è nata dalla trasformazione della squadra, iniziata con la cessione di Luka Dončić ai Lakers in cambio di Anthony Davis, dell’ala Max Christie e di una prima scelta al draft. Quest’estate, inoltre, è arrivato il playmaker D’Angelo Russell per sopperire all’assenza di Irving. Thompson è consapevole che l’approccio dovrà cambiare: «Dobbiamo giocare in modo diverso, sfruttando i nostri punti di forza», ha spiegato. «Questo significa tagli senza palla e gioco che passa attraverso i nostri lunghi. Sappiamo che ogni sera un giocatore diverso può essere protagonista. Ovviamente i leader sono Kyrie e A.D., ma finché non saranno in campo con continuità, toccherà a qualcun altro farsi avanti». Giusto o no, le aspettative a Dallas sono destinate a salire vertiginosamente. E il diciottenne Flagg avrà un ruolo cruciale nel guidare la franchigia fuori dalle difficoltà della scorsa stagione e riportarla ai vertici di una Western Conference mai così competitiva.
Paige Bueckers è fenomenale: stabilisce il record di punti per una rookie WNBA con 44, ma le Wings perdono
Paige Bueckers ha offerto non solo una delle migliori prestazioni al tiro per una rookie nella storia della WNBA, ma una delle migliori di sempre per qualsiasi giocatrice. La prima scelta al draft di quest’anno ha segnato ben 44 punti nella sconfitta delle sue Dallas Wings per 81-80 contro le Los Angeles Sparks, mercoledì sera alla Crypto.com Arena. Si tratta del punteggio più alto mai realizzato da una rookie nella storia della lega e del massimo stagionale per qualsiasi giocatrice.
Una Prestazione da Record
Le cifre di Bueckers sono state straordinarie: ha messo a segno 17 dei 21 tiri tentati, con un perfetto 4 su 4 da tre punti e 6 su 6 dalla linea del tiro libero. Con questa performance, è diventata la prima giocatrice nella storia della WNBA a segnare più di 40 punti tirando con oltre l’80% dal campo. Alla sua prestazione ha aggiunto anche quattro rimbalzi e tre assist in 36 minuti di gioco.
Il precedente record per una “vera” rookie apparteneva a Candace Parker, che ne segnò 40 nel 2008. Sebbene Cynthia Cooper avesse già raggiunto quota 44 punti nella stagione inaugurale del 1997, quando tutte le giocatrici erano tecnicamente al primo anno, la performance di Parker era considerata il primato di riferimento. Il record assoluto di punti in una singola partita WNBA è di 53, un traguardo raggiunto sia da Liz Cambage che da A’ja Wilson. I 44 punti di Bueckers la collocano al decimo posto nella classifica di tutti i tempi.
Un Sapore Agrodolce
Nonostante la serata storica a livello personale, per Bueckers la prestazione ha un sapore amaro, poiché il suo obiettivo principale rimane sempre la vittoria di squadra. La sconfitta è maturata proprio all’ultimo secondo, a causa di un canestro decisivo di Kelsey Plum per le Sparks.
“Ho sempre messo l’orgoglio mio e della squadra nella vittoria, quindi quello è ovviamente l’obiettivo principale,” ha dichiarato Bueckers. “Onestamente, sono soprattutto orgogliosa di questa squadra, del modo in cui lottiamo. Questo gruppo significa tantissimo per me.”
Il Sostegno di Squadra e Pubblico
Bueckers, che ha segnato gli ultimi 13 punti di Dallas, ha dato pieno credito alle sue compagne di squadra per il suo successo. “Sono state le mie compagne a liberarmi. A portarmi blocchi, a eseguire schemi senza palla per crearmi tiri aperti,” ha spiegato. “[Luisa Geiselsoder] mi ha fatto dei blocchi fantastici per tutta la serata e le mie compagne mi hanno cercata, passandomi la palla e mettendomi nelle condizioni ideali per tirare.”
Il sostegno è arrivato anche dai social media. La compagna di squadra Arike Ogunbowale, che non ha giocato mercoledì, ha postato su X la sigla “ROY” (Rookie of the Year), candidando di fatto Bueckers al premio di miglior esordiente. Un’altra compagna, Maddy Siegrist, ha aggiunto: “Incredibile. Onorata di giocare con te.” Persino i tifosi delle Sparks hanno capito di assistere a un momento speciale, applaudendo ogni canestro di Bueckers mentre si avvicinava al record. Grazie a questa prestazione, a Bueckers mancano ora solo 60 punti per superare il record di franchigia per una rookie (630 punti), stabilito proprio da Ogunbowale nel 2019.
Le Statistiche della Partita di Paige Bueckers
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Punti: 44
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Tiri dal campo: 17 su 21
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Rimbalzi: 4
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Assist: 3
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Palle rubate: 1
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Stoppate: 0
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Palle perse: 3
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Falli: 3
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Minuti: 36
Mavs e Warriors Stabiliscono un Record Storico di Triple con il Ritorno di Klay Thompson nella Baia
Il ritorno di Klay Thompson nella Bay Area è stato speciale in molti modi. La guardia dei Dallas Mavericks ha approfittato del viaggio per visitare il suo vecchio quartiere a East Bay, cenare a casa di un amico e fare un giro nei luoghi storici della sua carriera, come il centro di Oakland e l’Oakland Arena, una volta conosciuta come Oracle Arena.
“È stato molto surreale”, ha confessato Thompson riguardo al suo ritorno per affrontare i Golden State Warriors, la sua ex squadra. “Avevo 21 anni quando sono arrivato qui e rivedere ‘The City’ e ‘The Town’ è sempre speciale. Ho tanti bei ricordi legati a questi posti.”
Thompson ha fatto la differenza nella vittoria dei Mavericks per 143-133 contro Golden State, nel secondo scontro stagionale tra le due squadre. Ha segnato 29 punti, centrando 7 triple su 11 tentativi, contribuendo a uno spettacolo che ha visto Warriors e Mavericks combinare 48 triple, un nuovo record nella storia della NBA.
“Abbiamo concesso 46 punti nel primo quarto e da lì in poi abbiamo inseguito per tutto il resto della partita”, ha dichiarato Steve Kerr, allenatore dei Warriors. “Non credo di aver mai visto un tabellino così. Abbiamo segnato 27 triple su 54 tentativi, distribuito 39 assist e commesso solo 10 palle perse, ma sembrava che non fossimo mai davvero in partita.
“Abbiamo ridotto lo svantaggio a cinque punti un paio di volte, ma loro hanno controllato la partita dall’inizio alla fine. Nel basket moderno è tutto diverso. Dieci anni fa, con queste statistiche, avremmo vinto di 20 o 30 punti.”
I Warriors non sono riusciti a contenere Luka Doncic, che ha chiuso con 45 punti, 13 assist, 11 rimbalzi, 3 recuperi e 2 stoppate. Thompson, dal canto suo, ha sfruttato al meglio le sue opportunità, conquistando l’applauso del pubblico quando è stato annunciato tra i titolari dei Mavericks.
La sua prestazione complessiva è stata eccellente: 9 tiri segnati su 14 tentativi, dimostrando di sentirsi più a suo agio rispetto alla partita precedente del 12 novembre, quando aveva affrontato Golden State per la prima volta dopo aver trascorso l’intera carriera con i Warriors, che lo avevano selezionato con l’11ª scelta del Draft 2011.
Quella sera fu un’emozione indescrivibile per Thompson, accolto calorosamente dai dipendenti dei Warriors e dal pubblico del Chase Center, con numerosi spettatori che indossavano il celebre cappello da capitano, simbolo della sua passione per la navigazione. Quella volta segnò 22 punti, con un 7 su 17 dal campo e 6 triple, ma i Mavericks persero 120-117.
Questa volta, i cappelli da capitano erano meno numerosi sugli spalti, ma l’atmosfera rimaneva speciale. “Molto più semplice questa volta”, ha ammesso Thompson. “Non vedere tutti quei cappelli mi ha aiutato. Mi sono sentito più a mio agio rispetto alla prima partita qui.”
I Mavericks hanno vinto 12 delle ultime 14 partite, mentre i Warriors, dopo un inizio di stagione brillante con un record di 12-3, hanno perso otto delle ultime dieci sfide.
Per Golden State c’è però una buona notizia: l’acquisizione del playmaker Dennis Schroder tramite una recente trade ufficializzata domenica. Schroder è atteso per le visite mediche e il primo allenamento con la squadra martedì.
Con l’addio di Thompson, i Warriors erano alla ricerca di un nuovo realizzatore da affiancare a Stephen Curry. Nel frattempo, Thompson continua ad adattarsi alla sua nuova squadra e alla sua nuova vita, il che include anche marcare Curry ogni volta che si trovano di fronte.
“È diverso, ma mi sto abituando ogni volta che ci affrontiamo”, ha detto Thompson riguardo al difendere contro Curry. “Abbiamo giocato spesso uno contro uno in allenamento. È sempre un onore affrontare i migliori giocatori. È bello poter dire di aver marcato Steph, così come ho fatto con Kobe [Bryant] e KD [Kevin Durant]. È un’altra storia da raccontare.”
Anche Curry, il leggendario “Splash Brother” di Thompson, ha segnato sette triple nella partita, facendo entrare entrambi nella storia della NBA. Sono diventati i primi due giocatori a realizzare sette o più triple nella stessa partita sia come compagni di squadra che come avversari.
McBride Segna 29 Punti, Robinson Torna dall’Infortunio e i Knicks Schiantano i Raptors in Crisi 145-101
Miles McBride ha eguagliato il massimo in carriera con 29 punti, Jalen Brunson ne ha aggiunti 26 e i New York Knicks non hanno mai perso il comando nel loro trionfo per 145-101 sulla squadra in crisi dei Toronto Raptors mercoledì sera, registrando il margine di vittoria più ampio di questa stagione.
Precious Achiuwa ha realizzato 19 punti e 12 rimbalzi contro la sua ex squadra mentre i Knicks hanno vinto per la settima volta in otto partite, stabilendo il massimo stagionale di punti e completando la spazzata nella serie stagionale di quattro partite contro Toronto.
Il centro dei Knicks, Mitchell Robinson, ha giocato per la prima volta da quando ha subito un infortunio alla caviglia sinistra che lo ha tenuto fuori per 50 partite. Il giocatore alto 2 metri e 13 non scendeva in campo dal 8 dicembre, quando si era infortunato in una sconfitta a Boston, per poi sottoporsi a un intervento chirurgico.
Robinson, entrato dalla panchina, ha segnato otto punti.
“Non sai mai cosa aspettarti ma è una buona base per noi,” ha detto l’allenatore dei Knicks Tom Thibodeau. “Mi è piaciuto come si è mosso. Migliorerà di giorno in giorno.”
Robinson ha catturato due rimbalzi e bloccato due tiri, respingendo il primo a meno di un minuto dal suo ingresso in campo.
“Almeno la mia difesa è quasi là,” ha detto Robinson. “Ho ancora un po’ da lavorare su quella.”
Il guardia dei Knicks, Donte DiVincenzo, ha detto di aver apprezzato ciò che ha visto da Robinson.
“È stato fantastico averlo là fuori, solo per vederlo felice,” ha detto DiVincenzo. “Il suo spirito è davvero contagioso per noi, per non parlare di ciò che porta in difesa.”
Gradey Dick ha segnato un massimo in carriera di 23 punti per Toronto e Gary Trent Jr. ne ha fatti 18 ma i Raptors, privi di alcuni giocatori, hanno perso la loro dodicesima partita consecutiva e sono scesi a 1-13 contro gli avversari della Divisione Atlantica.
“Il nostro focus non era dove doveva essere e questa è un’area in cui possiamo migliorare,” ha detto l’allenatore dei Raptors Darko Rajakovic.
Il margine di 44 punti è stata la più grande sconfitta casalinga nella storia dei Raptors, superando una perdita di 41 punti contro New Orleans il 5 marzo.
McBride, che ha segnato 18 punti nel primo quarto, ha eguagliato un record dei Knicks realizzando sei triple nel periodo. I Knicks hanno chiuso con un massimo stagionale di 22 triple.
Brunson ha segnato 11 punti nel secondo quarto mentre i Knicks hanno preso un vantaggio di 80-59 all’intervallo. Gli 80 punti rappresentano il massimo che la squadra ha segnato in un tempo questa stagione.
L’ex Raptor OG Anunoby non era disponibile al suo ritorno a Toronto a causa dell’infortunio al gomito destro che lo ha tenuto fuori in 22 delle ultime 25 partite.
La guardia dei Knicks Alec Burks è rimasto fuori per la seconda partita consecutiva a causa di una distorsione alla spalla destra.
La guardia dei Raptors Ochai Agbaji è caduto pesantemente sul fianco destro mentre lui e McBride si contendevano un passaggio verso il canestro dei Knicks a metà del primo quarto. Agbaji è stato aiutato a raggiungere lo spogliatoio, incapace di appoggiare il peso sulla gamba destra. Non è tornato in campo e i Raptors hanno dichiarato che ha subito una contusione all’anca destra.
NBA: Boston domina, Denver sconfitto. Rimonta dei Clippers, Lakers vincenti senza LeBron
Nella NBA si è vissuta una serata intensa con 13 partite in programma prima dell’All-Star Game. I Boston Celtics hanno brillato, sconfiggendo i Nets (136-86) e consolidando il loro primato nella Eastern Conference. Nel frattempo, i Denver Nuggets hanno subito una sconfitta contro i Sacramento Kings, confermando la loro difficoltà contro questa squadra. I Los Angeles Clippers hanno effettuato una rimonta contro i Golden State Warriors, vincendo per 130-125 nonostante l’espulsione del loro allenatore. I Lakers, senza LeBron James, hanno comunque ottenuto una vittoria sui Jazz con un’ottima prestazione da parte di Anthony Davis e Rui Hachimura. I Pistons sono stati sconfitti, nonostante i 18 punti segnati da Fontecchio. Altri risultati positivi sono stati registrati per Miami, Phoenix, Orlando e Dallas.
Nei dettagli della partita tra i Golden State Warriors e i Los Angeles Clippers, i Warriors hanno interrotto la loro striscia di vittorie, perdendo dopo aver avuto un vantaggio di 14 punti nel quarto periodo. I Clippers hanno compiuto una notevole rimonta, vincendo 130-125 nonostante l’espulsione del loro allenatore Tyronn Lue. James Harden è stato il trascinatore con 26 punti, seguito da George con 24 e Powell con 21. Russell Westbrook ha segnato i due punti decisivi ai liberi dopo un fallo commesso da Klay Thompson. Curry è stato il migliore per i Warriors con 41 punti, ma non è riuscito a evitare la sconfitta.
Nella partita tra i Denver Nuggets e i Sacramento Kings, i Nuggets sono stati sconfitti per la seconda volta in pochi giorni dai Kings, nonostante un buon inizio. I Kings hanno effettuato una rimonta vincente nel secondo tempo, con De’Aaron Fox che ha segnato 15 dei suoi 30 punti nell’ultimo quarto. Anche se i Nuggets hanno avuto una buona prestazione da parte di Gordon e Porter Jr, Jokic è stato deludente con solo 15 punti. I Nuggets subiscono così la loro terza sconfitta consecutiva.
Nel match tra i Boston Celtics e i Brooklyn Nets, i Celtics hanno dominato dall’inizio alla fine, vincendo per 136-86. Senza Jaylen Brown e Horford, i Celtics hanno comunque ottenuto una netta vittoria, con Pritchard e White che hanno guidato la squadra con 28 e 27 punti rispettivamente. Nei Nets, solo Watford è riuscito a raggiungere i doppi numeri con 15 punti.
Nella partita tra gli Orlando Magic e i New York Knicks, i Magic hanno vinto per 118-100 grazie a una grande prestazione di Paolo Banchero, autore di 36 punti. Anche se Jalen Brunson ha segnato 33 punti per i Knicks, non è stato sufficiente per evitare la sconfitta. I Magic ora si trovano al sesto posto a Est, mentre i Knicks continuano a lottare con molte assenze.
Analisi di Brienza: Partita deludente per Pistoia
Nicola Brienza, senza tanti giri di parole, affronta senza esitazioni la sconfitta di Pistoia, mettendo in luce il problema principale. Descrive la partita come un’occasione mancata, sottolineando un approccio sbagliato: “Non è stata una buona prestazione da parte nostra”, afferma. Riconosce che la preoccupazione principale era proprio questo errore nell’approcciarsi al gioco. L’andamento della partita è stato deludente, e Brienza nota che Pesaro ha giocato come si deve per vincere fuori casa, mentre la loro squadra non è stata all’altezza, dimostrando un atteggiamento troppo rilassato. Brienza ammette che Pistoia ha forse dato troppo per scontato il risultato in casa, pensando di portare via i punti senza problemi, ma la realtà è stata diversa.
La presunzione forse è stata un errore ma, soprattutto, la mancanza di attenzione e determinazione ha giocato un ruolo fondamentale. “Abbiamo iniziato bene”, continua Brienza, “prendendo un piccolo vantaggio, ma abbiamo pensato che le cose sarebbero andate come da sé. E invece non è così. Dobbiamo tutti capire che questo campionato richiede un approccio più aggressivo e determinato. Questa sera è stata la prima volta che non ci siamo comportati in questo modo, e se questa sconfitta servirà a farci capire come affrontare le prossime partite, allora avrà avuto un senso altrimenti sarà solo un’occasione sprecata”.
La difesa di Pesaro è stata complicata ma non impossibile da affrontare, e l’Estra ha pagato il prezzo per errori ingenui, mancanza di concentrazione e, soprattutto, per non aver trasmesso il messaggio che Brienza voleva comunicare. Anche se nell’ultimo quarto la squadra è riuscita a rimettere in gioco la partita con un parziale di 15-0, hanno mancato l’occasione di ribaltare il risultato. Brienza riconosce che se avessero vinto, sarebbe stata una vittoria “rubata”, poiché i punti persi sono stati il risultato di errori stupidi e mancanza di concentrazione. La sconfitta serve come campanello d’allarme, e Brienza promette di essere più attento in futuro per far sì che il messaggio arrivi chiaramente alla squadra.
Belinelli Approva: Mondiali di Basket a Bologna, Idea Fantastica
Bologna potrebbe diventare il centro dei Mondiali di pallacanestro del 2031, un’idea proposta da Lorenzo Sassoli de Bianchi e accolta positivamente da vari attori nel mondo della pallacanestro, inclusi Marco Belinelli, Gianni Petrucci (presidente della Federbasket), Luca Baraldi (CEO della Virtus) e altri.
Belinelli, ritornato alla Virtus, ha espresso il suo appoggio all’idea, affermando che ospitare i Mondiali a Bologna sarebbe fantastico per la promozione della città e del basket locale, sottolineando il ritorno di Bologna ai vertici del basket europeo.
La proposta sarà discussa nel consiglio federale della Federbasket, dove verranno valutate le decisioni riguardanti la presentazione ufficiale della candidatura agli organismi internazionali del basket. Baraldi ha dichiarato la disponibilità della Virtus a sostenere l’iniziativa per promuovere lo sport nella città.
Il mondo del basket in dolore: l’ex stella del cestismo Brandon Hunter ci lascia a 42 anni
Il mondo del basket è in lutto per la tragica scomparsa di Brandon Hunter, ex giocatore di 42 anni che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore degli appassionati di questo sport. Hunter ha fatto parte della NBA per due stagioni, indossando le maglie dei Boston Celtics e degli Orlando Magic. Tuttavia, è stato il suo percorso in Italia che ha reso speciale la sua carriera.
Dal 2006 al 2009, Brandon Hunter ha calcato i parquet italiani, rappresentando orgogliosamente le squadre di Napoli, Livorno, Biella e Montegranaro. In totale, ha disputato 103 partite nella prestigiosa Serie A italiana, lasciando un segno indelebile nel panorama cestistico del paese.
La notizia della sua prematura scomparsa è stata resa nota dalla Ohio University, istituzione accademica per cui Hunter ha giocato con passione e dedizione dal 1999 al 2003. Al momento, le cause del decesso rimangono avvolte nel mistero, suscitando grande tristezza tra coloro che lo hanno conosciuto e ammirato nel corso degli anni.
Un tweet emozionante pubblicato dalla sua alma mater ha espresso il profondo dolore per la perdita di questa leggenda del basket dell’Ohio: “Siamo addolorati per la perdita della leggenda del basket dell’Ohio Brandon Hunter. I nostri pensieri sono rivolti alla famiglia di Brandon in questo momento.”
Dopo aver appeso le scarpe da basket al chiodo, Hunter ha intrapreso una nuova fase della sua carriera nel mondo dello sport. Ha iniziato come allenatore, condividendo la sua esperienza e passione per il gioco con le giovani promesse. Successivamente, ha continuato a contribuire al mondo del basket con altre mansioni, dimostrando il suo amore incondizionato per questo sport.
La sua prematura scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo del basket, e la sua eredità continuerà a vivere attraverso le generazioni di appassionati che hanno avuto il privilegio di seguirlo in campo. Le circostanze della sua morte restano ancora oscure, ma il ricordo di Brandon Hunter come un vero campione del basket e un uomo straordinario sarà sempre presente nei cuori di chi lo ha amato e ammirato.
La Federazione francese avvia un procedimento disciplinare per i commenti razzisti in Nationale 2
Loïc Akono, giocatore del Metz, ha lasciato il campo dopo essere stato insultato da uno spettatore, domenica, a Charleville-Mézières. Per reazione, martedì la FFBB ha aperto un fascicolo disciplinare.
La Federazione francese di pallacanestro ha aperto un fascicolo disciplinare martedì 31 gennaio per far luce su un caso di razzismo su un campo della National 2. Durante la partita tra Charleville-Mézières e Metz (74-75) di domenica 29 gennaio, il giocatore del Metz, Loïc Akono, è stato vittima di commenti razzisti. A terra durante un contatto, uno spettatore presente sugli spalti gli avrebbe gridato: “Alzati bonobo”, riferendosi al colore della sua pelle. La procura di Charleville-Mézières ha aperto “un’indagine preliminare sull’accusa di incitamento all’odio in occasione di un evento sportivo”, ha dichiarato all’AFP il procuratore Magali Josse. Il reato prevede una pena detentiva di un anno e una multa di 15.000 euro.
In seguito all’incidente, Loïc Akono, 35 anni, che ha lasciato il campo, si è espresso sui social network. Ho deciso di lasciare il campo oggi a Charleville-Mezieres dopo la frase di una persona sugli spalti “alzati bonobo” e, come se non bastasse, sono stato minacciato di subire un fallo tecnico perché avevo delle cose da dire”, ha dichiarato sul suo account Twitter. È la prima volta che mi succede. Ho preso quella posizione per tornare nello spogliatoio e niente mi avrebbe cambiato. È un peccato che nel 2023 si sia arrivati a questo punto, ma non potevo rimanere su quel campo”.
La vicenda ha rapidamente guadagnato slancio nel mondo del basket, con diverse star che hanno reagito, tra cui Nicolas Batum dei Los Angeles Clippers e Lahaou Konate di Boulogne-Levallos, che ha scritto su Twitter: “Queste persone non hanno alcun diritto di stare sugli spalti, forza a te fratello”. “Purtroppo oggi si permettono troppe cose fuori dal campo (senza mettere tutti nello stesso sacco)! Tutto il mio sostegno a te”, ha scritto anche l’internazionale francese Nando De Colo sul suo account Twitter.
Anche il Sindacato Nazionale dei Giocatori di Pallacanestro (SNB) ha rilasciato una dichiarazione, dando il suo pieno sostegno al giocatore di Metz e condannando fermamente le affermazioni. Anche il Ministro dello Sport, Amélie Oudéa-Castéra, ha reagito congratulandosi con la FFBB per la sua reazione e dando il suo sostegno a Loïc Akono.