Verso il Mondiale 2026: percorsi blindati per le big e il ricordo dell’epica battaglia di Lusail
Mentre il mondo del calcio attende con impazienza il prossimo capitolo della sua storia, la FIFA ha delineato le procedure per il sorteggio della Coppa del Mondo 2026, introducendo regole ferree per proteggere lo spettacolo. La Spagna e l’Argentina campione in carica, rispettivamente prima e seconda nel ranking, saranno posizionate in parti opposte del tabellone. Una sorte simile toccherà a Francia e Inghilterra: se queste quattro potenze vinceranno i rispettivi gironi, sarà matematicamente impossibile vederle scontrarsi prima delle semifinali.
La mappa del nuovo Mondiale a 48 squadre
L’obiettivo della federazione internazionale è chiaro: mantenere un equilibrio competitivo nel nuovo formato allargato a 48 nazionali. L’appuntamento è fissato per il 5 dicembre a Washington, dove verranno definiti i gruppi, mentre il calendario dettagliato con stadi e orari sarà reso noto il giorno successivo. Nella prima fascia, oltre alle nazioni ospitanti (Canada, Messico e Stati Uniti), figurano le superpotenze europee e sudamericane: Spagna, Argentina, Francia, Inghilterra, Brasile, Portogallo, Olanda, Belgio e Germania.
La composizione delle altre urne riflette la globalità del torneo: la seconda fascia include squadre insidiose come Croazia, Uruguay e l’outsider Marocco; la terza vede la presenza di nazionali storiche come l’Egitto e l’Algeria, mentre la quarta attende ancora le vincitrici degli spareggi europei e intercontinentali. Con il calcio d’inizio previsto per l’11 giugno e la finale il 19 luglio nel New Jersey, i vincoli confederali garantiranno la varietà geografica nei gironi, con la sola eccezione della UEFA che potrà schierare fino a due rappresentanti nello stesso raggruppamento.
Le cicatrici di una finale indimenticabile
Proprio la tutela riservata ad Argentina e Francia nel sorteggio del 2026 ci riporta inevitabilmente indietro nel tempo, a quella notte in Qatar dove queste due nazionali hanno dato vita a una delle finali più incredibili della storia del calcio. Una partita che ha visto l’Albiceleste laurearsi Campione del Mondo per la terza volta, ma solo dopo una battaglia psicologica e tecnica senza precedenti contro i transalpini.
Per ottanta minuti, la gara è stata un monologo della squadra di Scaloni. Messi ha aperto le danze al 23′ trasformando con freddezza un rigore concesso per fallo di Dembélé su Di Maria. Poco dopo, al 36′, è arrivato il raddoppio: un contropiede da manuale sull’asse Messi-Alvarez-Mac Allister ha liberato Di Maria, che con un diagonale chirurgico ha battuto Lloris. La Francia sembrava alle corde, incapace di reagire e senza aver mai calciato verso la porta di Emiliano Martinez per gran parte del match.
La resurrezione francese e i supplementari di fuoco
Quando tutto sembrava scritto, il calcio ha mostrato la sua natura imprevedibile. All’80’, Kylian Mbappé ha riaperto i giochi dal dischetto e, appena 97 secondi dopo, ha gelato l’Argentina con una splendida volée su assist di Thuram, siglando il 2-2 e diventando il primo giocatore dopo Ronaldo nel 2002 a segnare una doppietta in finale. Lo shock per i sudamericani è stato violento, trascinando la sfida ai tempi supplementari.
L’extra time è stato un concentrato di emozioni pure. Messi, mai domo, ha riportato avanti i suoi al 108′ con un tap-in sottomisura dopo una parata di Lloris su Lautaro Martinez. Ma la Francia non si è arresa: al 118′, un tocco di mano di Montiel in area ha regalato a Mbappé il rigore del 3-3, permettendogli di completare la sua tripletta personale. Nel finale mozzafiato, Kolo Muani ha avuto sul piede la palla del ko, ma una parata miracolosa in “spaccata” di Emiliano Martinez ha salvato l’Argentina, trascinando il verdetto ai calci di rigore.
L’epilogo dagli undici metri
La lotteria dei rigori ha premiato la freddezza dei sudamericani e condannato gli errori dei “Bleus”. Mentre Messi e Mbappé non hanno fallito i loro tentativi, la figura di Emiliano Martinez si è ingigantita nuovamente parando il tiro di Coman. L’errore successivo di Tchouameni, che ha calciato fuori, ha spianato la strada all’Argentina.
Il rigore decisivo è toccato a Montiel: il difensore ha spiazzato Lloris calciando all’angolino basso, scatenando la festa albiceleste. Una conclusione perfetta per una partita che rimarrà negli annali, un metro di paragone assoluto per lo spettacolo che ci attende nel 2026 tra Stati Uniti, Messico e Canada.