Il duello a distanza: Sinner e Alcaraz tra le insidie sull’erba e le gerarchie del cemento californiano
Sinner torna ad Halle. C’è un titolo da difendere e l’esordio all’Atp 500 sarà contro un qualificato, un avvio all’apparenza morbido che nasconde però un tabellone decisamente complicato. Le vere spine per il numero uno al mondo arriveranno già al secondo turno, dove ad attenderlo potrebbe esserci Aleksandr Bublik. Il kazako, attualmente numero 43 del ranking, sull’erba si trasforma e vale molto più di quanto dica la classifica. Giocatore a dir poco imprevedibile e in ottima forma, ha da poco raggiunto i quarti al Roland Garros arrendendosi proprio all’altoatesino. Curiosamente, la sua unica vittoria in carriera contro Jannik è arrivata proprio sull’erba tedesca due anni fa. Certo, parliamo di un Sinner lontano parente di quello attuale, costretto al ritiro sotto 2-0 nel secondo set per noie fisiche. Diciamo solo che l’urna poteva essere decisamente più benevola.
Guardando oltre, il cammino del campione in carica non si fa più semplice. Ai quarti l’incrocio probabile è con il ceco Machac o con il polacco Hurkacz, già affrontato in finale lo scorso anno. In un’ipotetica semifinale si profilano i nomi di Rublev, Auger-Aliassime o Khachanov, per poi arrivare all’ultimo atto contro la testa di serie numero due Alexander Zverev o, in alternativa, Daniil Medvedev.
Ad Halle l’Italia schiera anche altre pedine nel tabellone principale. Flavio Cobolli aprirà le danze contro Joao Fonseca, Luciano Darderi si ritrova subito la montagna Stefanos Tsitsipas da scalare, mentre Lorenzo Sonego incrocerà la racchetta con Struff. Sinner resta il grande favorito del torneo, ma c’è parecchia curiosità nel vedere come reagirà il fisico e la mente dopo la maratona di cinque set persa in finale a Parigi contro Carlos Alcaraz.
Le scelte di Carlitos e le incognite londinesi
A proposito del fuoriclasse spagnolo, il suo avvicinamento a Wimbledon passerà per Londra. Giocherà il Queen’s, torneo che ha già messo in bacheca nel 2023. Reduce da qualche giorno di stacco a Ibiza, il numero due del mondo debutterà nel derby contro Davidovich Fokina. Il tabellone disegna un possibile quarto di finale ad altissima tensione contro Ben Shelton. Per l’eventuale rivincita su Jack Draper, che dodici mesi fa lo estromise clamorosamente al secondo turno, Alcaraz dovrà invece aspettare un’ipotetica finale.
Indian Wells: cambiano gli equilibri nel deserto
Questa rivalità a distanza tra l’italiano e lo spagnolo ci riporta immancabilmente alle dinamiche dei grandi appuntamenti sul cemento. Prendiamo Indian Wells. Per buona parte degli ultimi tre anni, ogni volta che si sono iscritti allo stesso torneo sono partiti alla pari, da co-favoriti assoluti. Ora che si ritrovano come prime due teste di serie nel deserto californiano, l’aria che si respira è diversa. Alcaraz ha scavato un solco importante grazie ai trionfi agli US Open e agli Australian Open. Lo spagnolo ha già vinto due volte da queste parti e gode dei favori del pronostico; l’azzurro, che qui non si è mai spinto oltre i quarti, parte invece un passo indietro.
Tutto sembra girare a favore di Carlitos nel primo quarto del tabellone. I numeri parlano chiaro: un immacolato 12-0 in questo 2026 e un impressionante 27-1 negli ultimi quattro Major. Torna in uno dei suoi palcoscenici preferiti e viene naturale chiedersi se qualcuno nella sua porzione di tabellone abbia anche solo una mezza speranza di fermarlo. Alex De Minaur, seconda forza di questo spicchio, ha un impietoso bilancio di 0-6 contro lo spagnolo. Bublik ha senza dubbio il talento per far saltare il banco, ma per sfidarlo dovrebbe prima raggiungere i quarti, traguardo mai centrato in California. Casper Ruud ama i campi in cemento lenti e in passato ha dato vita a grandi battaglie con Alcaraz, però ha avuto un inizio di stagione abbastanza opaco. Botic Van de Zandschulp, possibile avversario al terzo turno, vanta forse il curriculum più interessante, avendo battuto il murciano agli US Open due anni fa. Da tenere d’occhio anche la wild card Michael Zheng, originario del New Jersey e studente all’ultimo anno della Columbia University, che se la vedrà con il francese Arthur Cazeaux.
Il terzo quarto: la terra di nessuno
Se la parte alta sembra a senso unico, il terzo quarto è un vero e proprio enigma aperto a qualsiasi scenario. Alexander Zverev e Lorenzo Musetti guidano il seeding in questa zona, ma il feeling con il deserto è per entrambi rivedibile. Il tedesco viaggia con un record di 13 vittorie e 9 sconfitte a Indian Wells e non è mai andato oltre i quarti di finale. Il toscano fa persino peggio, fermo a un bilancio di 3-5 e mai capace di superare il terzo turno.
Chi potrebbe infilarsi in questo varco? Flavio Cobolli è un nome caldo, fresco vincitore del titolo di Acapulco dopo aver piegato Frances Tiafoe in finale. La sfortuna vuole che i due potrebbero scontrarsi nuovamente già al terzo turno. Attenzione poi a Félix Auger-Aliassime. Nell’ultimo mese il canadese ha cambiato marcia portando a casa un titolo, una finale e una semifinale. Il tabellone lo proietta verso un possibile incrocio al terzo turno con Andrey Rublev, che però arriva direttamente da Dubai, dove era impegnato con Medvedev.
La Sampdoria ipoteca la salvezza: 2-0 alla Salernitana nell’andata dei playout
Il messaggio della gradinata del Ferraris non ammetteva repliche. Uno striscione eloquente, “Manfredi, dirigenti competenti e basta fallimenti”, ha accolto le squadre in campo all’ingresso sul prato verde. L’urgenza di mantenere la categoria si respirava nell’aria. Dopo un mese di attesa snervante dovuto al caso Brescia, è andato finalmente in scena il primo atto di questo drammatico playout di Serie B. Ad avere la meglio è stata la Sampdoria. I ragazzi guidati da Evani si sono imposti per 2-0, compiendo un passo enorme verso la permanenza nel campionato cadetto e spingendo inevitabilmente i campani sull’orlo della Serie C.
Spinta offensiva e il timbro di Meulensteen
Fin dai primissimi istanti, i padroni di casa hanno messo sul piatto tutta la loro determinazione. L’obiettivo era azzannare subito la partita. Il tecnico doriano ha scommesso sul tandem offensivo formato da Coda e Sibilli, e proprio quest’ultimo si è rivelato un autentico incubo per la retroguardia ospite. Dopo aver disorientato la difesa avversaria con una finta pregevole, il numero 33 ha però clamorosamente fallito il bersaglio. Non si è arreso. Al minuto 24 ci ha riprovato con una conclusione potentissima, trovando sulla sua strada un riflesso prodigioso di Christensen. La svolta è maturata al 39′. Ferrari ha pennellato un cross perfetto da calcio d’angolo e Meulensteen, curiosamente già letale per i granata nella sfida di maggio, ha svettato di testa insaccando il pallone dell’1-0.
Scintille nel finale e il raddoppio
Nella ripresa la formazione ligure ha saputo gestire il prezioso vantaggio, decidendo di colpire in modo definitivo solo nei minuti conclusivi. Una provvidenziale zampata di Curto ha chiuso i conti. Gli istanti finali della gara di Marassi sono stati però macchiati da un fortissimo nervosismo, sfociato in due inevitabili espulsioni: prima ha dovuto abbandonare il campo Borini per la Sampdoria, seguito a ruota da Stojanovic per gli ospiti. Il fischio dell’arbitro è arrivato poi coperto dagli applausi scroscianti del pubblico genovese.
L’ardua missione all’Arechi
Tra soli cinque giorni, lo stadio Arechi di Salerno si trasformerà nel teatro dell’ultimo, definitivo verdetto. La Salernitana si trova di fronte a una montagna quasi impossibile da scalare. Per ribaltare la situazione e salvarsi, ai granata servirà un’impresa assoluta: dovranno vincere con almeno due reti di scarto, forti del fatto che in caso di parità complessiva al termine del doppio confronto la spunterebbe la formazione di Marino. Servirà però una prestazione sideralmente lontana da quella opaca vista stasera. L’allenatore dovrà fare affidamento sull’esperienza e sull’orgoglio dell’intera rosa. Dagli estremi difensori come Pietro Terracciano e Thomas Strakosha, passando per i veterani della linea arretrata tra cui Raffaele Schiavi, Trevor Trevisan e Alessandro Tuia. A centrocampo, i muscoli e la corsa di elementi come Davide Moro, Andrea Bovo e Manolo Pestrin dovranno supportare l’estro di giocatori come Ronaldo e Leonardo Gatto. In attacco, il peso disperato della rimonta graverà sulle spalle di Alfredo Donnarumma, Antonio Zito, Sergiu Bus e dell’australiano Ikonomidis. L’appuntamento è fissato a venerdì: non ci sono più prove d’appello.