Calcio

La Sampdoria respira: 2-0 alla Salernitana nell’andata dei playout, ma la tensione resta alta

Il primo atto della sfida salvezza sorride ai blucerchiati. Al Ferraris, la squadra guidata da mister Evani supera per 2-0 la Salernitana di Marino, spingendo i campani a un passo dal baratro della Serie C. Una vittoria fondamentale, maturata in un clima pesante, che regala novanta minuti di speranza a una piazza stanca di soffrire.

Il malcontento sugli spalti e il peso dei numeri stagionali Prima del fischio d’inizio, la gradinata ha voluto mandare un messaggio inequivocabile alla società esponendo un duro striscione: “Manfredi, dirigenti competenti e basta fallimenti”. Una rabbia del tutto giustificata dai numeri impietosi di una stagione regolare vissuta sul filo del rasoio. La Sampdoria ha infatti chiuso il campionato al tredicesimo posto, collezionando appena 29 reti all’attivo contro le 36 subite e mantenendo la porta inviolata in sole 5 occasioni stagionali. Un rendimento lontano anni luce da quello delle corazzate del torneo, come il Monza di Andrea Petagna, finito secondo a suon di gol (44) e con una difesa imperforabile. Anche il cammino recente in campionato era stato a dir poco altalenante per i genovesi, capaci di trovare una sola vittoria contro il Padova nelle ultime cinque uscite, a fronte dei pareggi con Juve Stabia e Palermo e delle brucianti sconfitte con Bari e Mantova.

L’impeto iniziale e l’incornata di Meulensteen Nonostante le forti pressioni ambientali, la Samp entra in campo con la foga di chi vuole sfruttare al massimo l’occasione della sventata retrocessione diretta. Evani si affida in avanti alle certezze: Massimo Coda, vero trascinatore e miglior marcatore stagionale con 9 reti e 3 assist all’attivo, fa reparto insieme a un vivacissimo Sibilli. È proprio quest’ultimo a inventarsi le prime vere palle gol del match. Prima manda letteralmente al bar la difesa campana con una finta ubriacante per poi calciare clamorosamente a lato, poi al 24′ si libera in area e fa partire una botta potentissima su cui Christensen compie un mezzo miracolo. La porta sembra stregata, eppure al 39′ l’equilibrio si spezza. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Ferrari si inventa una sponda perfetta per la testa di Meulensteen. L’olandese non perdona e timbra il vantaggio, replicando esattamente quanto fatto nel precedente scontro diretto di inizio maggio.

Il sigillo di Curto e i calcoli per il ritorno Nella ripresa i padroni di casa gestiscono il ritmo e, a una manciata di minuti dalla fine, trovano il colpo di grazia grazie a una zampata vincente di Curto. Il finale di gara è però carico di nervosismo agonistico e l’arbitro si trova costretto a estrarre due cartellini rossi, mandando sotto la doccia prima il blucerchiato Borini e subito dopo Stojanovic.

Il fischio finale arriva tra gli applausi liberatori del pubblico di Genova, ma il discorso salvezza è tutt’altro che chiuso. Venerdì prossimo, all’Arechi di Salerno, andrà in scena l’atto conclusivo. La Sampdoria si presenterà forte del doppio vantaggio e dei numeri del suo attacco, ma dovrà mantenere alta la concentrazione. La Salernitana, infatti, sarà chiamata a una prestazione radicalmente diversa: per salvarsi dovrà per forza vincere con due gol di scarto, forte del regolamento che, in caso di parità complessiva dopo i 180 minuti, premierebbe proprio gli uomini di Marino. Il primo passo è fatto, ma per i blucerchiati restano altri novanta minuti di fuoco.