Dal rammarico con la Dea alla sfida col Diavolo: il Genoa cerca il riscatto contro un Milan in emergenza
Una doccia fredda, anzi ghiacciata, arrivata proprio quando il traguardo sembrava a un passo. Il Genoa esce con le ossa rotte ma a testa altissima dal rocambolesco 2-3 incassato contro l’Atalanta. È stata una vera e propria partita a scacchi vissuta sul filo del rasoio, che ha visto Andrea Pinamonti caricarsi tutto l’attacco sulle spalle. Il bomber rossoblù ha bucato Rui Patricio (non proprio irreprensibile, da 5.5 in pagella) prima al 37′ per l’iniziale vantaggio, e poi di nuovo al 58′, illudendo un Ferraris caldissimo. In mezzo e dopo, però, la Dea ha tirato fuori gli artigli. Prima l’incursione di Sulemana – uno dei migliori in campo con un 7 pieno, a segno al 47′ – poi il guizzo di Daniel Maldini al 63′ a ristabilire per la seconda volta l’equilibrio. A spezzare definitivamente l’incantesimo ligure ci ha pensato l’uomo più atteso, l’ex di turno: Mateo Retegui. La sua zampata all’89’ ha ammutolito Marassi, regalando tre punti pesantissimi ai bergamaschi in piena zona Cesarini.
Leggendo tra le pieghe del match e dando uno sguardo ai numeri, spicca la prova maiuscola di Norton-Cuffy: un 7 strameritato per la spinta e l’intensità costante sulla fascia. Gilardino ha dovuto mischiare le carte in fretta, perdendo Vásquez (comunque autore di una gara solida, 6.5) dopo appena 35 minuti per fare spazio a De Winter. In mezzo al campo Frendrup si è confermato il solito motorino inesauribile (6.5), mentre sponda nerazzurra Hien ha vissuto una giornata da incubo totale (un 5 netto) nel tentativo di arginare uno straripante Pinamonti. L’Atalanta ha però pescato benissimo dalla panchina, inserendo nell’ultimo quarto d’ora gente come Bellanova, Pasalic, Zappacosta e De Ketelaere, un muro tecnico che ha fiaccato i tentativi finali dei subentrati Thorsby ed Ekuban.
Archiviata l’amarezza per la beffa finale, il calendario impone di voltare pagina immediatamente. All’orizzonte c’è già il Milan, un avversario che promette scintille e che a Milanello ha già iniziato a blindarsi. L’avvicinamento alla sfida di Genova è scattato ieri con la ripresa degli allenamenti post-riposo. Le direttive della società sono chiare: oggi si spinge con una doppia seduta fisica e tattica, mentre da domani scatta il ritiro fino a domenica, vigilia della partita. Max Allegri sa di non poter fallire l’appuntamento, ma deve letteralmente fare di necessità virtù, visti i grossi grattacapi tra infermeria e giudice sportivo.
Pesanti, pesantissime infatti le assenze per squalifica in casa rossonera: mancheranno all’appello calibri come Leão, Saelemaekers ed Estupiñan. Scelte obbligate, dunque, per il tecnico livornese, che promuoverà il giovane Athekame dal primo minuto sull’out di destra. Novità pesanti anche in avanti, dove Nkunku farà coppia con Fullkrug per cercare di scardinare la difesa del Grifone. Sulla corsia mancina si rivede finalmente Bartesaghi, tornato a pieno regime col gruppo proprio ieri, mentre le chiavi della mediana saranno affidate a Samuele Ricci. Sarà lui il regista basso arretrato, scudato dai muscoli, dalla corsa e dagli inserimenti del duo transalpino Fofana-Rabiot. A blindare la porta di Maignan ci penserà il terzetto difensivo composto da Gabbia, Pavlovic e Tomori, con l’inglese che si riprende una maglia da titolare a discapito di De Winter. Una situazione di totale emergenza e riassestamento tattico, come confermato dalle indiscrezioni dei colleghi di Milan Press, che il Genoa dovrà essere lucido e cinico a sfruttare se vorrà mettersi subito alle spalle il passo falso atalantino.