Formula E

Il Futuro della Formula E: Tra Campi Minati Geopolitici e Laboratori ad Alta Velocità

L’attuale instabilità in Medio Oriente sta dando non pochi grattacapi ai vertici del motorsport mondiale. Mentre si avvicina l’annuncio dei calendari per la prossima stagione, i campionati navigano a vista, intrappolati tra la necessità di programmazione e una situazione delicata quanto imprevedibile. Jeff Dodds, CEO della Formula E, non ci gira intorno: la serie elettrica lotterà con le unghie e con i denti per assicurarsi che l’Arabia Saudita rimanga nel calendario del prossimo anno, nonostante la crisi nell’area.

Dopotutto, il regno saudita non è un semplice circuito ospitante. Il Public Investment Fund (PIF) di Riyadh è un partner di peso e azionista di minoranza del campionato. Questa sinergia ha generato alcuni degli eventi più sfarzosi visti di recente, dove i massicci investimenti del PIF e del Ministero dello Sport saudita si traducono in giganteschi spettacoli di droni e fuochi d’artificio da record. Dal 2019, la Formula E ha corso 14 volte in Arabia Saudita, adottando sempre il formato del double-header: le prime dieci tappe si sono tenute nel sito patrimonio dell’umanità di Diriyah, mentre le ultime quattro si sono spostate sul Jeddah Corniche Circuit, lo stesso tracciato impiegato dalla Formula 1.

L’enigma del Calendario Gen4

Tutti gli occhi sono puntati sul 23 giugno, giorno in cui il Consiglio Mondiale del Motorsport FIA dovrebbe svelare le tappe della prima stagione dell’era Gen4, prevista da metà dicembre a luglio 2027. La crisi in Medio Oriente sta complicando i piani di tutti. Stando ai fatti recenti, la F1 è stata costretta a cancellare la sua gara a Jeddah in aprile, mentre la Formula E è riuscita a salvarsi in corner correndo a febbraio, prima che la situazione precipitasse del tutto.

Jeddah starebbe spingendo per ospitare l’apertura della stagione a metà dicembre, un evento che segnerebbe il debutto assoluto delle monoposto Gen4. Pur mantenendo il riserbo in vista dell’annuncio ufficiale, Dodds ha confermato a inizio maggio l’intenzione di correre in Arabia Saudita, ammettendo però la fluidità della situazione. Programmare un evento in Medio Oriente in questo preciso momento storico sembra un azzardo, ma la solida relazione con i sauditi offre un margine di manovra invidiabile. Furono i primi a investire seriamente nel motorsport, e questa flessibilità reciproca significa che se la tappa non dovesse funzionare come apertura stagionale, si troverà un altro slot più avanti nel calendario.

La Pista come Laboratorio: Il Salto Tecnologico di ABB

Ma la Formula E non si esaurisce nelle trattative diplomatiche o nei calendari; il suo vero motore è l’innovazione. E mentre i dirigenti cercano di districarsi nelle dinamiche geopolitiche, in pista i limiti fisici e tecnologici vengono costantemente riscritti. L’ecosistema del campionato funge da vero e proprio laboratorio ad alta velocità, e il recente ritorno sul circuito di Tempelhof a Berlino ha offerto ad ABB il palcoscenico perfetto per svelare l’ultima evoluzione della sua tecnologia.

Si tratta del nuovo convertitore DC-DC della linea Brightloop, integrato direttamente nel GENBETA, un prototipo estremo sviluppato sulla base della vettura Gen3 per spingere al limite assoluto le prestazioni dei veicoli elettrici. Parliamo di una macchina che non scherza: l’anno scorso si è presa il Guinness World Record di velocità su terra al chiuso, raggiungendo i 218,71 km/h all’interno di un edificio a Londra, domata dal pilota della NEOM McLaren Jake Hughes, sbriciolando il primato precedente di oltre 50 km/h.

Oltre la Velocità: L’Efficienza del “Race to Road”

Il cuore di questa nuova diavoleria tecnica sta nella sua capacità di far operare l’elettronica di bordo a voltaggi differenti in modo simultaneo. Da una parte, il convertitore ABB permette alla batteria ad alta tensione da 800 Vdc di scaricare a terra una potenza brutale, garantendo un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 1,86 secondi. Dall’altra, gestisce parallelamente l’alimentazione a 12 o 24 Vdc per i sistemi periferici, come l’elettronica di controllo, i display e le comunicazioni vitali.

Questa architettura, secondo Dan Cherowbrier, Chief Technology Officer della Formula E, rappresenta una pietra miliare assoluta. L’innovazione sta nell’ottimizzazione pura della gestione energetica, permettendo di far convivere powertrain ad altissima tensione e strumentazione sensibile senza disperdere efficienza.

È un approccio che Fabiana Cavalcante di ABB vede come un tassello fondamentale per mantenere la Formula E all’avanguardia del motorsport sostenibile. Non è pura accademia ingegneristica fine a sé stessa. Connettere il know-how estremo della pista con le condizioni di stress del GENBETA significa raffinare sistemi energetici che, un domani molto vicino, potrebbero definire l’architettura delle nostre auto di tutti i giorni, supportando quella transizione diretta dalla pista alla strada che promette di rivoluzionare la mobilità urbana.