Il rebus Osimhen tra sogni di gloria, fiscalità e incastri di mercato
Il futuro di Victor Osimhen è tornato a essere un nodo gordiano per il Napoli. A Castel Volturno la situazione ricorda pericolosamente quella di un anno fa, con il nigeriano che, in assenza di offerte congrue, è pronto a ripresentarsi al raduno per il ritiro. Aurelio De Laurentiis spera ancora di incassare i 75 milioni previsti dalla clausola rescissoria – valida solo per l’estero – fondamentale per finanziare il mercato richiesto a gran voce da Antonio Conte, ma la strada è tutt’altro che in discesa. Il giocatore, dal canto suo, ha già rispedito al mittente le lusinghe di Galatasaray e Al-Hilal: il ragazzo vuole la gloria calcistica, non solo un conto in banca stratosferico.
Paradossalmente, l’ipotesi che il Napoli gradisce meno – quella della permanenza in Serie A – resta la preferita dal centravanti. C’è di mezzo una questione di convenienza fiscale non da poco: rientrando dalla parentesi in Turchia, Osimhen mantiene il diritto al regime agevolato del Decreto Crescita, pagando di fatto la metà delle tasse grazie alla sua residenza fiscale italiana dal 2020. Un vantaggio economico enorme che lo spinge a valutare ogni opzione con estrema cautela. Tempo fa, il suo entourage aveva persino sondato il terreno con la Juventus per un possibile scambio con Vlahovic, ma con la conferma di Conte in azzurro, il binario si è raffreddato e a Torino hanno deciso di puntare ancora sul serbo.
Intanto, fuori dai confini nazionali, lo scenario è fluido. Il Paris Saint-Germain, che un anno fa sembrava la destinazione più probabile, oggi appare meno convinto. Con l’esplosione di Dembélé e un tridente offensivo basato su una velocità che non sembra esaltare la fisicità di Victor, Parigi non garantisce più quel posto da titolare inamovibile che il nigeriano cercherebbe. La Premier League resta la terra promessa, ma le big inglesi – da Arsenal e Chelsea allo United – stanno ancora studiando la situazione, giocando a scacchi tra loro e aspettando il primo vero movimento di mercato per un grande bomber.
Osimhen resta una preda ambita, ma la trattativa è complessa. Al prezzo del cartellino di 75 milioni, un club interessato deve sommare le pretese d’ingaggio del giocatore, che punta a un netto da almeno 10 milioni a stagione. Con un contratto in scadenza nel 2026, il tempo gioca a favore del calciatore: Victor può permettersi di attendere, conscio che la sua posizione di forza non farà che aumentare man mano che il mercato si avvierà verso le battute finali.
Mentre il destino di Osimhen resta in bilico, il mercato europeo si intreccia con altre manovre. Parallelamente, la Juventus sta cercando di rinforzare il proprio reparto offensivo su altri fronti, visti i costi proibitivi e le difficoltà nel trattare Brahim Díaz col Real Madrid. È spuntato quindi il profilo di Kang-in Lee, in uscita dal PSG. Il sudcoreano, classe 2001, ha trovato poco spazio sotto la Tour Eiffel in questa stagione e cerca una piazza che gli dia centralità. Se l’Atletico Madrid lo segue da tempo, offrendo circa 25 milioni, la Vecchia Signora si è inserita con decisione, pronta a scommettere su di lui per dare nuova linfa all’attacco. Il PSG, dal canto suo, sembra aver già voltato pagina, guardando con interesse a profili giovani come Maghnes Akliouche del Monaco. Un effetto domino che conferma come, in questa sessione di mercato, le pedine siano ancora tutte da muovere.